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Il “Modello Roma” e la pedonalizzazione del Tridente

La protesta dell’Associazione per i Diritti dei Pedoni e la richiesta di precisi impegni

L’11 giugno 2007 l’Associazione per i Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio ha inviato una lettera al sindaco di Roma Walter Veltroni, agli assessori comunali G. D’alessandro e R. Morassut, al presidente del I municipio G. Lobefaro e al difensore Civico O. Marotta, sulla pedonalizzazione della zona del Tridente, sul “modello Roma” e la sicurezza stradale.

A breve, l’area del “Tridente” (via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta, le tre vie che si diramano da piazza del Popolo) sarà sottoposta a lavori di ristrutturazione che prevedono la rimozione dei marciapiedi per ottenere un unico livello della strada.

Nella lettera si fa presente che “in altri Paesi della Comunità Europea, lavori simili vengono realizzati per “pedonalizzare” una strada ovvero per riservare quella strada ai cittadini-pedoni per la loro mobilità nella massima sicurezza ed assoluta tranquillità; su quella strada si impedisce l’ingresso ai veicoli,  permettendo, in caso di emergenza, il transito solo alle autoambulanze ed altri mezzi di pronto soccorso. Nel “modello Roma”, invece, si usa il termine “pedonale” per indicare una strada dove il pedone è costretto a “spalmarsi” sui muri degli stabili per potersi muovere salvando la pelle perché, quella “strada pedonale”, oltre ad essere priva di struttura “parapedoni”, è riservata al traffico dei veicoli commerciali (e di qualche cittadino “particolare”), alla sosta selvaggia dei veicoli e alle strutture della ristorazione (ed altre attività commerciali).”

L’Associazione per i Diritti dei Pedoni richiede quindi all’Amministrazione pubblica che “i cittadini vengano informati circa la reale destinazione d’uso del suolo pubblico del Tridente al termine dei lavori, utilizzando i termini secondo il significato in uso nell’Unione Europea”.

Nella lettera si richiama inoltre all’attenzione il tema della sicurezza stradale: il “modello Roma” ha il primato europeo ed extraeuropeo dei morti e feriti per incidenti stradali (di cui un terzo sono pedoni): Si ricorda che il numero di quei morti e feriti, registrati nell’anno 2001 devono ridursi del 50% entro il 2010, secondo l’obiettivo indicato dalla Commissione Europea ed accettato dal Comune di Roma.

L’Associazione per i Diritti dei Pedoni ha sede in via di S. Ambrogio 4, per avere maggiori informazioni: tel. 06 68809337, e-mail [email protected] , sito www.assopedoni.it  

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