Categorie:
Municipi:

Il Pantheon

Lo storico monumento romano fu costruito per volere di Marco Agrippa nel 27 A.C. come si legge a chiare lettere sulla parte anteriore del tempio. All’interno sono custodite la tomba di Raffaello Sanzio e dei reali Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia. Proprio Umberto I, ucciso nella città di Monza da un anarchico nel 1900, sarebbe apparso diverse volte.
La più famosa è l’apparizione del 1930, durante la quale si materializzò davanti a un carabiniere che montava la guardia. In tale occasione, Umberto I avrebbe affidato al militare un messaggio politico, il cui contenuto è rimasto segreto.
Si narra che lo spettro toccò la giacca del carabiniere, lasciando una striatura infuocata su di essa.
Un’altra e più antica leggenda che riguarda l’antica costruzione, risale all’epoca dell’antica Roma. Si dice che all’interno del tempio, i Romani venerassero un dio diverso per ciascun giorno della settimana e che il dio del sabato fosse venerato insieme a una moltitudine di diavoli. Si narra anche che quando nel VII secolo l’imperatore bizantino Foca giunse a Roma donò il Pantheon al pontefice perché lo liberasse dai diavoli che lo infestavano.
Altre leggende antiche ma più ingenue, raccontano che il grande foro nel soffitto del Pantheon sia stato provocato dalla cornata di un diavolo infuriato per essere stato scacciato.
C’è almeno una leggenda che riguarda anche il fossato intorno al tempio. Pare che Satana in persona aspettasse Baialardo, un mago che fu suo amico e che successivamente si pentì. Pare che Satana si infuriò per essere stato tradito e che mentre Baialardo si trovava nel Pantheon a chiedere perdono a Dio, il diavolo corresse follemente intorno al tempio, scavando con gli zoccoli, il profondo fossato.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento