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Il papa saluta Colonia

Reportage del nostro inviato alla XX Giornata Mondiale della Gioventù

Un milione di partecipanti, 196 nazioni rappresentate, 600 vescovi, 4.000 giornalisti, dirette tv e web in mondovisione, ma soprattutto tanta gioia e tante emozioni per la prima Gmg del dopo-Wojtyla, che ha preso il via 16 agosto per concludersi sulla spianata di Marienfeld (Colonia) il 21. La Germania è stata piacevolmente invasa da un oceano di giovani alloggiati tra Colonia, Bonn e Dusseldorf, in quel cuore della vecchia Europa che proprio il nuovo papa tedesco intende recuperare alla fede.

“Siamo venuti per adorarlo”

Questo il titolo della XX Gmg, l’invito rivolto ai giovani pellegrini dall’amato Giovanni Paolo II, improntato al racconto evangelico dei Re Magi che, seguendo la stella, giungono a Betlemme per adorare Gesù bambino. I giovani hanno potuto ammirare le reliquie dei Magi conservate nella cattedrale di Colonia. Qui il papa ha celebrato con loro il primo incontro, al suo arrivo giovedì 18, dopo essere stato accolto in trionfo al suo passaggio in battello sul Reno. Centinaia i ragazzi con l’acqua del fiume sino alle ginocchia. Il papa prima di entrare in cattedrale si è affacciato per salutare la folla che ha risposto scandendo in italiano il grido ’Benedetto, Benedetto’.

Ratzinger tende la mano ad atei, ebrei e musulmani

Dopo aver incontrato le massime autorità del paese, tra cui il cancelliere Gerhard Schroeder, Benedetto XVI ha rivolto il suo primo invito al dialogo a tutti i non credenti – «date a Dio la possibilità di parlarvi». Venerdì 19 ha compiuto un gesto storico, visitando la sinagoga di Colonia alla presenza del rabbino Netanel Teitelbaum. Gesto ancor più significativo per un papa tedesco che esclama: «Vergogna e dolore per il nazismo». Sabato 20 è stata la volta dell’atteso incontro con le comunità musulmane. Il papa ha chiamato “amici” i fedeli islamici denunciando però con fermezza i mali del fanatismo e del terrorismo.

Colonia verde, bianca e rossa

120mila i pellegrini italiani, giunti qua con treni, aerei e pullman organizzati dalle varie diocesi. In assoluto la comunità più numerosa, seguita da quella tedesca, a quota 100mila. Per loro la Gmg entra nel vivo mercoledì 17 con la festa “Italyani” allo stadio RheinEnergie di Colonia. I nostri connazionali si sono distinti per i cori più originali, tra cui quell’’italiano batti le mani’ che ha riecheggiato per tutte le strade delle città tedesche. E per il cappello azzurro che “va a ruba” nello scambio con i gadgets degli altri paesi. Vista la scarsa quantità e qualità del cibo in scatola distribuito dai pur cordiali e simpatici volontari tedeschi, gli italiani hanno preso d’assalto le poche pizzerie e i pochi caffè incontrati. Soprattutto gli appassionati dell’espresso si sono dovuti accontentare del bibitone all’americana. Di buono il fatto che la birra nei pub costasse meno dell’acqua. Tante le catechesi offerte dai vescovi italiani, tra i quali i cardinali Camillo Ruini e Dionigi Tettamanzi.

La veglia a Marienfeld

I papa-boys affluiscono nella grande area di Marienfeld dalle prime ore della mattina. Il cielo è nuvoloso e non promette nulla di buono. Ora dopo ora i vari settori cominciano a riempirsi fino a divenire immense distese di sacchi a pelo all’aperto, non rimane nemmeno lo spazio per camminare senza essere costretti a togliersi le scarpe e saltare (purtroppo sono molte le difficoltà per i portatori di handicap). Fino all’arrivo del papa in elicottero, segnalato dal boato della folla che il pontefice attraversa in papa-mobile, Marienfeld sembra Woodstock. Uno sconfinato happening sotto il cielo, con la musica in sottofondo costantemente diffusa dalle enormi casse, sparse tra i vari settori, e le bandiere dai mille colori che non smettono mai di sventolare. Sul palco arriva la croce che passa di gmg in gmg. Alle prime parole di Joseph Ratzinger, il silenzio cala di colpo sulla festa. Non per spegnerla, ma per motivarla. L’atteggiamento contemplativo dei giovani si interrompe di tanto in tanto per gli applausi e i cori, dedicati con commozione anche al ricordo di papa Wojtyla, cui papa Benedetto intitola una campana. "L’assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama totalitarismo… Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo". Queste le parole, forti, che il papa dona ai suoi ragazzi nel cuore di una notte che intanto è scesa e lascia intravedere le stelle. Pronunciate nelle principali lingue e tradotte dalle migliaia di radioline. Migliaia anche le fiaccole che rimangono accese per uno spettacolo straordinario. Alla fine la notte tedesca risparmia i ragazzi dalla pioggia, concedendogli solo un po’ di fredda umidità.

La grande Messa

Per molti la sveglia è alle 7. Le camionette della ’polizei’ tedesca danno il buongiorno. Lunghe file per lavarsi e poter bere un ’coffee’ caldo. C’è chi dorme fino all’inizio della celebrazione eucaristica. "Troppo spesso in questo tempo che sembra aver dimenticato Dio, il cosiddetto ritorno al religioso costituisce un boom di tipo consumistico in cui ognuno si sceglie una sorta di religione fai-da-te”. “Libertà non vuol dire godersi la vita, ritenersi assolutamente autonomi. Libertà vuol dire orientarsi secondo la misura della vita e del bene”. Così il papa nell’omelia. Un monito che non fa sconti ai giovani. Il neo-papa sembra più severo di Giovanni Paolo, ma a tratti, come quando parla a braccio, Benedetto XVI ricorda il carisma profetico del suo predecessore: "La vittoria dell’amore sulla morte è come una fissione nucleare capace di suscitare una catena di trasformazioni che cambierà il mondo". Oro, incenso e mirra vengono portati sull’altare.70mila i sacerdoti chiamati a distribuire l’eucaristia.

Di nuovo in marcia verso Sydney

Durante l’Angelus conclusivo il papa annuncia il luogo dove si terrà la prossima Gmg: Sydney, in Australia, nel 2008. Prima dell’annuncio, il Papa ringrazia Dio per "questo incontro indimenticabile". "Volge ormai al termine la ventesima Giornata mondiale della gioventù, ma questa celebrazione eucaristica continua nella vita; portate a tutti la gioia di Cristo, che qui avete incontrato". Con queste parole Benedetto XVI saluta Marienfeld, sulle note dell’inno “Venimus adorare eum”.

Si torna a casa

Per molti il cammino di ritorno si trasforma in un’odissea. Le stazioni ferroviarie più vicine a Marienfeld si intasano subito e i treni ripartono dopo molte ore. I più fortunati riescono a salire su pullman che si improvvisano navette. Alcuni treni diretti in Italia rimangono bloccati in Svizzera a causa dei nubifragi, quelli della diocesi di Roma (Gasparre, Melchiorre e Baldassarre) arrivano a Roma alle sei di martedì 23. A Fiumicino e Ciampino attese per problemi allo smistamento dei bagagli. Eppure, all’uscita nelle stazioni e negli aeroporti, i pellegrini esausti continuano a sorridere e cantare, segno che qualcosa di grande, nonostante tutto, è rimasto in loro.

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