

Il tam-tam della bonifica degli orti ha innescato un andirivieni di rom alla ricerca di ferro e rame
Quinto giorno di "bonifica" al Parco degli Acquedotti, le ruspe dell’Ama continuano ad abbattere tutto quel che trovano e ad accatastare tonnellate di rifiuti, che restano in attesa di essere con "moltissima" difficoltà caricate nei camion.
La parte del parco interessata è piu’ simile ad un campo di battaglia rigurgitante di qualsiasi tipo cinfrusaglie accatastate quà e là per centinaia di metri, preda ambita di donne e bambini rom che sotto l’occhio severo dei "capi clan" tentano di accaparrare il piu’ possibile.
Il tam-tam dell’evento è riuscito ad attirare decine di famiglie rom dai campi nomadi circostanti che si sono date appuntamento nel parco con la speranza di accaparrare tutto quello che possono, trovando scarsa resistenza da parte di una annoiata pattuglia di polizia urbana.
La decisione presa dalle competenti autorità per l’abbattimento di orti e baracche (abusive) sta, è vero, facendo opera di pulizia e decoro ma ha anche stimolato l’ingresso di sbandati che durante la notte vagano come zombi tra i rifiuti alla ricerca di non si sa cosa accampandosi per la notte negli anfratti del parco.
Ci sono voluti settantanni per riportare il Parco degli Acquedotti (lo speriamo) ai suoi antichi albori, quello che non vorremmo "mai" è che non si debba aspettarne altrettanti per poter dire: questo è il "nostro" parco!
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