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Il piano sgomberi viola i diritti dell’infanzia rom

E' la denuncia dell'associazione 21 luglio. L'assessore Belviso: "Informazioni incomplete e pretestuose"

L’Associazione 21 luglio ha chiesto al sindaco Gianni Alemanno che venga sospeso il piano di sgomberi in quanto non prevede una reale situazione alternativa così come previsto dalle convenzioni internazionali. La richiesta riguarda il centro d’accoglienza rappresentato dall’ex cartiera di via Salaria 971, dove vivono attualmente circa 300 rom di cui 170 minori.
I primi ad occupare questo spazio furono i rom sgomberati dal Casilino 700 lo scorso anno.

Secondo la testimonianza filmata la struttura è fatiscente e le condizioni igieniche sono pessime. Il video che testimonia lo stato di vita degli occupanti, ammassati in un’unica camerata è disponibile all’indirizzo http://www.dire.it/HOME/roma_in.php?c=34016&m=3&l=it. Come dimostra il video il tetto presenta delle infiltrazioni che rende inevitabile l’entrata dell’acqua in caso di pioggia.
Anche le norme di sicurezza, secondo l’associazione, non sono rispettate, tanto da comparare questa sistemazione al campo della Muratella dove poco tempo fa un bambino di 3 anni è morto a causa di un incendio.
Secondo le informazioni e la documentazione raccolta, l’associazione spiega che "la struttura sembra non essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 41/2003, che disciplina l’ambito delle strutture di accoglienza sul territorio laziale, e non rispetta le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia edilizia, igienico-sanitaria e di prevenzione incendi.
Inoltre – aggiunge la 21 luglio – in assenza di una specifica assistenza socio-legale, sicuramente non vi è un chiaro percorso progettuale familiare che orienti e tuteli il futuro dei nuclei accolti. Gli ospiti hanno riferito di non ricevere alcun tipo di assistenza sociale e/o legale".

L’associazione chiede pertanto al Comune che vengano rispettati i diritti dei minori in conformità alla Convezione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Non concorda con questa versione dei fatti l’assessore capitolino alle Politiche Sociali Sveva Belviso. "In merito alle dichiarazioni dell’associazione 21 luglio sullo stato della struttura di accoglienza di via Salaria – dice l’assessore – e in particolare al video girato all’interno della stessa, vorrei innanzitutto precisare che si tratta di riprese effettuate nella parte non ancora ristrutturata dell’edificio". L’assessore in una nota del 21 settembre puntualizza che "l’ala dell’ex cartiera destinata all’accoglienza, è stata messa a norma secondo le normative vigenti lo scorso aprile, mentre siamo in attesa di ricevere i trasferimenti economici per procedere all’adeguamento strutturale dell’ala restante.
Ben vengano le indagini, purché effettuate fornendo un’informazione completa e, se non è una richiesta eccessiva, basata sui criteri dell’obiettività".
La Belviso dunque smentisce che nella struttura possa piovere e vorrebbe constatare che le riprese fatte siano di questi ultimi giorni.
“Vorrei ricordare che l’ex cartiera di via Salaria – continua l’Assessore – è una struttura di accoglienza temporanea, gestita dall’Arciconfraternita SS. Sacramento e San Trifone che ha una lunga esperienza in termini di aiuto e assistenza, legata alle emergenze che si presentano in occasione di sgomberi effettuati dalle forze dell’ordine e che, dunque, non hanno nulla a che vedere con le progettualità del Piano nomadi".
Per l’assessore, infine, è "assurdo paragonare la struttura all’insediamento abusivo di via della Muratella dove ad agosto un bimbo rom ha perso la vita: una posizione del genere, oltre ad essere strumentale, dimostra l’assoluta mancanza di obiettività dell’associazione e, cosa più grave, la pretestuosità di quanto dalla stessa denunciato".

Foto scattate nell’ex Cartiera lo scorso 15 settembre e pubblicate da www.dire.it

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