

Il ponte, che unisce Lungotevere Flaminio a Lungotevere Marcello Cadorna, fa parte del Progetto Parco della Musica e delle Arti dell’architetto Renzo Piano
190 metri di lunghezza, 22 di larghezza massima al centro e 14 alle estremità, 2000 tonnellate, una spesa complessiva di 8 milioni di euro e uno studio di progettazione tra i più famosi al mondo. Il ponte delle meraviglie è tutto questo e molto altro. Il Ponte della Musica, inaugurato ieri 31 maggio dal sindaco Gianni Alemanno, dall’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Marco Corsini e dal sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro, è una suggestiva creazione in acciaio, legno e cemento che trova nell’inclinazione dei due archi rispetto al piano verticale e nell’assenza di un loro collegamento orizzontale nella zona sovrastante l’impalcato, gli elementi caratterizzanti e il leit motiv del progetto stesso.
Il Ponte della Musica rappresenta il felice risultato di un’ idea vincente presentata per un Concorso Internazionale di Progettazione dallo studio Buro Happold Engineering di Londra le cui opere si possono già ammirare a New York, Miami, Abu Dhabi. I lavori sono iniziati ad ottobre 2008 e nonostante le numerose polemiche sui ritardi dei tempi di consegna stabiliti, dopo 2 anni d’attesa e importanti collaborazioni con una prestigiosa società ingegneristica italiana –Carlo Lotti & Associati di Roma– e sotto la direzione dello studio londinese affiancato da Franco Policicchio, finalmente i Romani hanno il loro ponte, il primo dopo 40 anni. L’inaugurazione era prevista per il 21 aprile, successivamente rinviata al 21 maggio e infine posticipata in data definitiva al 31 maggio.
“Le imposte in calcestruzzo armato che riportano alle fondazioni le spinte degli archi proseguendone lo sviluppo fino al suolo, sono utilizzate anche come elementi di collegamento tra il piano di calpestio del ponte e le rive attrezzate del Tevere” fanno sapere i progettisti.
L’opera architettonica, che trova la sua massima espressione proprio nella leggerezza dell’acciaio con cui sono costruiti gli archi, rappresenta l’unione del cuore artistico della capitale con la sua anima sportiva. Il ponte, che unisce il Lungotevere Flaminio con il Lungotevere Maresciallo Cadorna, vede da una parte l’Auditorium della Musica di Renzo Piano, Villa Glori, il Maxxi di Zaha Hadid e il teatro Olimpico, dall’altra il Foro Italico con il Palazzetto dello Sport di Pierluigi Nervi e il parco di Monte Mario in trepida attesa per le Olimpiadi 2020.
“Sarà percorribile solo a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici ecologici” ha sottolineato il sindaco Alemanno. Il ponte ha la parte centrale asfaltata, i camminamenti esterni e i corrimano in legno, la struttura in acciaio e la base in calcestruzzo poggia su cuscinetti che ben si prestano all’assorbimento delle vibrazioni, e ciò lo rende assolutamente idoneo al transito dei tram. Per ora è percorribile solo a piedi ma è già prevista l’installazione degli impianti semaforici che serviranno a facilitarne la percorribilità da parte dei bus elettrici. “Bisogna aspettare il progetto complessivo del Parco della Musica e delle Arti – ha spiegato Alemanno – per vedere se qui passeranno bus elettrici o una linea di tram. Intanto apriamo questo ponte per pedoni e ciclisti”. L’intervento si inserisce nel Progetto Parco della Musica e delle Arti affidato all’architetto Renzo Piano che a breve dovrebbe presentare il disegno definitivo e vedrà certamente, aveva detto l’assessore Corsini, “la costruzione entro la fine dell’anno anche del Ponte della Scienza”.
Info: http://www.pontedellamusica.it
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