

Il GUP non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per Sandro Medici. Aveva requisito 15 appartamenti
“Si apre una riflessione sul ruolo e la possibilità per gli enti locali di prossimità di utilizzare strumenti, come la requisizione, per affrontare l’emergenza abitativa”. E’ la dichiarazione del presidente del X Municipio, Sandro Medici, prosciolto il 24 maggio dall’accusa di abuso d’ufficio per aver requisito 15 appartamenti nell’ottobre 2005 per porre freno ad una situazione di emergenza sociale in materia abitativa.
Il Gup Bruno Azzolini non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai Pm Palaia e Vitello, dichiarando per Medici il non luogo a procedere “perché il fatto non costituisce reato”.
I provvedimenti contestati a Medici dai Pm erano due, entrambi con la motivazione che non rientrerebbe nelle prerogative di un presidente di Municipio la requisizione del 24 ottobre 2005 di alcuni appartamenti a Cinecittà (in via Lucio Calpurnio Bibulo 13) per dare alloggio a famiglie senza casa e la requisizione (sempre nello stesso edifico ma a settembre 2005) di altri tre appartamenti destinati ad anziani sfrattati.
Già lo scorso 25 gennaio il Tar (tribunale amministrativo) si era pronunciato respingendo la richiesta di sospensione dei provvedimenti presi da Medici, avanzata dalla società “Immobiliare Trea”, proprietaria dell’immobile nel quartiere Tuscolano, sostenendo che non vi era nessun danno grave e irreparabile per la stessa società.
Ora il Gup ha assolto Medici, perché ha legittimamente esercitato i poteri che gli vengono affidati dal Testo Unico in materia di Enti Locali, tra cui l’esercizio della “potestà di requisizione”.
Si dichiarano soddisfatti i comitati di lotta per la casa e Action. Il Presidente ha però dichiarato: “Non so se ora potrà scatenarsi una corsa alle requisizioni da parte dei sindaci o dei presidenti di Municipio, tengo a ribadire però che la requisizione non può essere la scorciatoia per affrontare l’emergenza casa, ma resta un atto estremo di carattere temporaneo. Serve a ricordare l’intollerabile esistenza di decine di migliaia di appartamenti sfitti in presenza di altrettanti sfrattati”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.