Categorie: Sociale e Handicap
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Il progetto RETIS, Rete di Inclusione Sociale

Presentato il 21 gennaio 2010 in Campidoglio

Lasciare il proprio paese d’origine nella ricerca disperata di una vita migliore, molto spesso è sinonimo di emarginazione sociale e sfruttamento da parte di sciacalli nel mondo del lavoro illegale.

Per ovviare a questa triste situazione il Comune di Roma ha creato il progetto RETIS (Rete di Inclusione Sociale) un sistema pronto a collegare i bisogni delle persone più fragili e le realtà sociali, economiche e produttive del territorio per inserire all’interno di un percorso finalizzato all’autonomia le persone che vivono queste situazioni di disagio.

Il progetto, illustrato lo scorso 21 gennaio 2010 presso il Campidoglio dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno e dall’assessore alle Politche Sociali Sveva Belviso, non si presenta come un ufficio di collocamento ma come struttura permanente che tramite una banca dati e un investimento di 700 mila euro, inserisce nel mondo del lavoro lavavetri, nomadi, vittime dello sfruttamento sessuale. L’inizitiva nella sua prima fase darà la precedenza ai soggetti che, a causa delle ordinanze del sindaco, hanno perso il lavoro illegale con il quale sostenevano se stessi e le loro famiglie.

Il progetto RETIS è pronto ad agire secondo la logica dell’aggiornamento continuo, con una cabina di regia, che raccoglierà ogni informazione sulle aree di disagio presenti sul territorio della Capitale e sulle possibilità di formazione e lavoro. Il tutto andrà a formare una banca dati in grado di "coniugare opportunità e criticità, domanda e offerta, progetti sociali in atto ed eventuali destinatari".

Per questi ultimi, purché in regola con il permesso di soggiorno se immigrati, si aprirà la porta dei tirocini, delle borse lavoro, del micro-credito. La fase iniziale sarà avviata con due progetti d’inserimento, pensati dalla Confcooperative Roma e Lazio, mediante il supporto di Ama. Il primo progetto vedrà l’impiego di 25 persone per la raccolta dei rifiuti ingombranti, mentre il secondo, diviso in due moduli, vedrà circa 80 persone nel pronto intervento del decoro urbano,pulizia dei muri imbrattati dai writers, pulizia degli argini del Tevere post-esondazione, recupero manifesti elettorali post-elezioni e manutenzione del verde. In entrambi i casi si tratta di borse lavoro di 450 euro mensili ciascuna per un periodo di sei mesi; in previsione di un inserimento nell’organico della cooperativa.

Il Sindaco Alemanno ha spiegato: ”Ci siamo impegnati per dare alternative concrete a chi vuole uscire dall’illegalità. E’ evidente che nella nostra città non ci può essere spazio per chi viola la legge, ma è altrettanto evidente che spesso non abbiamo di fronte criminali ma persone che compiono piccoli abusi solo perchè non hanno nessun’altra alternativa per vivere. Ecco perchè è nostro preciso obbligo morale offrire delle alternative di lavoro e di produzione, legali e utili alla città, per coloro che scelgono consapevolmente la via dell’integrazione e dell’inserimento nel nostro vivere civile".

L’assessore capitolino Sveva Belviso ha poi sottolineato ""Con Retis promuoviamo forme di autonomia con un contingentamento dei costi. Permettendo di passare da una condizione di passivita’ ad una di attivita’. Si tratta di uno strumento operativo per l’attuazione delle politiche sociali per persone che vivono in uno stato di marginalità”’. 

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