

Il bassorilievo Il seminatore dello sculture Alfiero Nena, collocato sull’ambone del presbiterio della chiesa madre di S. Maria della Rosa a S. Vittore del Lazio (in provincia di Frosinone) è stato inaugurato il 19 febbraio con due cerimonie.
Alle 10 nel Salone della vecchia sede comunale è stato presentato lo scultore e proiettato un filmato sulle sue opere. Alle 11 nella chiesa è stata celebrata la Messa.
Il M° Alfiero Nena è nato a Treviso, dove si forma e lavora, con precoce e sicura vocazione per l’arte, accanto al padre maestro artigiano e scultore in ferro dal quale acquisisce i segreti di un mestiere e di una tradizione antica.
A Roma nel 1959 approfondisce la sua formazione e si diploma all’Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Emilio Greco. Intrapresa la carriera di docente è stato ordinario di cattedra in vari Licei Artistici e Istituti d’Arte della capitale fino al 1995.
La scultura per Nena è rivelazione dell’essere, individuazione dell’anima; linguaggio che ne rende visibile la presenza nelle forme del nascere e del morire nel mistero della resurrezione. In un’epoca in cui l’uomo vive l’ansia del nuovo millennio nell’inquietudine di una mutazione quasi della specie dei processi delle nuove tecnologie, il tempo annunciato del post-umano, Nena afferma i valori dell’uomo, della cultura e della civiltà, di cui la scultura è “monumento”, testimonianza e memoria.
Le sue sculture, nel dominio di ogni materia, il ferro, di cui è forse in assoluto il più rappresentativo maestro di questo secolo, il bronzo, la terracotta, di rara intensità spirituale incarnano in forme sublimi nella loro naturalezza e semplicità i sentimenti dell’uomo: l’angoscia, il dolore, l’ansia, l’attesa, la solitudine, la gioia, la speranza, sempre forme della bellezza che è segno dell’amore.
Monumenti e sculture di Nena sono collocati in molti luoghi di Roma, del Vaticano e in numerose città italiane e straniere.
A Roma, in via del Frantoio 44 ha sede il suo museo e laboratorio di scultura.
Il Comune di S. Vittore del Lazio è situato nell’estremo sud della Provincia di Frosinone in un lembo di territorio ai confini con la Campania ed il Molise. Le origini dell’attuale centro storico sono collocabili in pieno Medio Evo a cavallo dell’anno Mille e risalgono al processo d’incastellamento ed al ripopolamento effettuato dai monaci di Montecassino nel X secolo dopo le distruzioni saracene.
Il centro storico conserva vicoli caratteristici, tipici dell’impianto medioevale, con archi e fregi di portoni di antichi casati; sebbene martoriato dai bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale, è stato consolidato e recuperato dopo il terremoto del 1984.
Il territorio presenta tracce inequivocabili di insediamenti umani antichissimi, testimoniati dal ritrovamento di numerosi reperti archeologici costituiti da materiale vario (ex voto, tesaurus, presumibilmente derivanti da strutture templari) di epoca preromana e romana.
Di straordinario interesse sono le mura megalitiche situate sulle pendici occidentali di Monte Sammucro, fortificazioni di epoca sannitica ancora oggi ben visibili ed in molti punti ben conservate.
In seguito alla dominazione romana S. Vittore entrò a far parte del “Latium Adiectum”: resti di epoca romana sono ancora visibili in località Mura Abbandonate, in Località Capitolo e Masseria Grande dove sono stati rinvenuti tratti dell’antica Via Latina.
La Chiesa cattedrale di S. Maria della Rosa, più volte ricostruita su un impianto del XV secolo, si fa ammirare per la sua imponente architettura a tre navate. L’ornamento di maggior prestigio di questa chiesa è costituito dal pulpito medievale, la cui datazione si fa risalire al 1200. Si tratta di un “unicum”, non soltanto nel cassinate, dato che in tutto il Lazio e nel Meridione non vi è qualcosa di affine.
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