

Al Teatro Olimpico il comico romano rende omaggio al suo idolo: Giorgio Gaber
Fino a domenica 20 gennaio sarà in scena, al Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano, lo spettacolo Onesto ma non troppo. Autore e interprete il comico romano Dado.
Con questa rappresentazione l’artista dell’Eur rende omaggio al suo idolo, vero e proprio punto di riferimento artistico, l’indimenticabile Giorgio Gaber, reinterpretando, in chiave comica, il teatro-canzone, un genere che rese inimitabile il cantautore milanese, che portò in scena, per la prima volta in Italia, al Teatro Piccolo di Milano con Il signor G.
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L’apertura è romantica, sull’onda del ragazzo ricco e quello povero dello spettacolo gaberiano. Qui i due ragazzi, invece di giocare sulla differenza di ceto, si confrontano sul gap generazionale. Gli anni presi in considerazione non sono casuali: il 1973, anno di nascita di Dado, e il 2003, anno in cui morì Giorgio Gaber. Al ragazzo (bimbo) più giovane mancano le canzoni di Gaber; al trentaquattrenne, oltre le canzoni, manca proprio Giorgio Gaber. Anche a noi.
Ogni generazione è diversa, perché gli anni non sono tutti uguali: un conto è essere nato nel 1968, in pieno clima di amore libero; un conto è stato nascere nel 1973, nel periodo degli anni di piombo.
L’ispirazione è stata dettata dalla maniera di fare spettacolo del cantautore lombardo; i temi e i problemi, purtroppo, in molti casi sono rimasti gli stessi. Come diceva allora Gaber nella canzone Destra Sinistra, anche oggi non c’è destra, né sinistra. Sulla falsa riga degli anni settanta, anche nei nostri tempi abbiamo l’amara consapevolezza che l’illegalità sia presente ovunque, anche nelle istituzioni.
Nonostante l’Europa unita e l’euro, non abbiamo raggiunto i livelli di crescita della Germania. In molti settori siamo rimasti indietro. I politici insistono che bisogna raggiungere i tedeschi, però, non si sa come, si dimenticano sempre di dire che anche gli stipendi degli italiani andrebbero adeguati a quelli tedeschi: l’operaio italiano guadagna molto di meno rispetto a quello tedesco. In compenso i nostri parlamentari guadagnano molto di più dei loro colleghi del Bundestag.
Anche la burocrazia, nonostante i grossi passi avanti della tecnologia, è sempre elefantiaca. Ne paghiamo le conseguenze quando abbiamo la disavventura di essere derubati dei nostri documenti. Rifarli diventa un’impresa impossibile!
Ma cos’è onesto e cosa è disonesto?
“Una donna naturale è onesta; una donna col seno rifatto è disonesta, ma almeno è più bona”.
“I pacchetti di sigarette sono onesti, perché c’è scritto che il fumo provoca il cancro; le marche da bollo sui pacchetti di sigarette sono disoneste, perché non c’è scritto che il cancro che ti procurerà è gentilmente offerto dai monopoli di stato”.
Questi sono alcuni temi che Dado porta sul palcoscenico, luogo dove, probabilmente, l’artista ritrova un po’ della sua e della nostra libertà.
La libertà non è star sopra un albero, diceva Gaber; libertà è partecipazione. E partecipare a queste due ore spensierate di spettacolo, offerte dal coinvolgente Dado e dalla sua band, regala a tutti quello spirito libero e scanzonato, ma non per questo meno impegnato, del suo teatro-canzone in chiave comica.
Ma con tutti gli impegni che ha, come può vivere un’artista la sua città, Roma?
«In fatto di impegni – precisa Dado – c’è una categoria di lavoratori che ha una vita artistica più intensa della mia: sono i politici. Io vedo che stanno sempre in televisione. Io lo faccio per mestiere e non ci riesco; loro ne fanno un altro… Ma Roma non te la vivi. Tra parcheggi a pagamento, linee gialle, targhe pari e dispari, euro 3 o euro 4. “Avrò fatto il bollino per i gas di scarico?”. Tra le telecamere che ti controllano e spiano ogni tuo movimento, e tutta la lista di cose per stare in regola alla fine ti passa la voglia di vivere la tua città».
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