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Il Terzo Rapporto sui Servizi Pubblici in Provincia

Presentato il 3 maggio lo studio realizzato dalla Confservizi Lazio. Molto buoni i risultati

L’assessore alle Politiche economiche Antonio Rosati e il presidente di Confservizi Lazio Giuseppe Labarile hanno presentano il "Terzo rapporto sui Servizi Pubblici nella Provincia di Roma", realizzato da Confservizi Lazio. Lo studio ha confermato la crescita economica della provincia di Roma, supportata dalla capacità attrattiva del territorio e dai Servizi Pubblici, la cui qualità è in continuo miglioramento.

L’indagine è stata illustrata il 3 maggio 2007 presso l’aula magna della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre alla presenza dell’assessore al bilancio del Comune di Roma Marco Causi, e dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Raffaele Ranucci.

Lo studio ha preso in esame 25 aziende attive in 70 comuni della provincia capitolina e in 6 settori di interesse economico generale (acqua, trasporto pubblico locale, energia elettrica, servizi ambientali, servizio farmaceutico comunale, multiutility), mettendo in luce lo stato di salute delle aziende che erogano Servizi Pubblici sul nostro territorio analizzando l’aspetto economico, qualitativo e tariffario.

Brillanti, secondo l’indagine, i risultati ottenuti in questo settore il cui valore aggiunto, nel periodo 2002-2005, ha registrato un aumento reale dell’8,8%, raggiungendo gli 1,79 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo l’economia provinciale è cresciuta, sempre in termini reali, del 3,2% e quella nazionale solo dell’1,1%.

A Roma, seconda provincia italiana per valore aggiunto dopo Milano, spetta il primo posto, oltre che per valore aggiunto del terziario (che origina l’85,5% della ricchezza provinciale), per l’andamento della crescita – pari nel decennio 1995-2005 al 4,8% annuo contro una media nazionale del 4,3% e una performance di Milano del 3,8% – e per la ricettività turistica (nel 2004 i visitatori ospitati nelle strutture sono stati più del doppio rispetto a quelli di Milano e Napoli). Ottimi i risultati anche per quanto riguarda il valore aggiunto pro-capite (pari a 30.848 milioni di euro, ovverosia superiore del 27,7% rispetto alla media nazionale) e il mercato del lavoro, per il quale la nostra provincia conferma il suo sprint: nel 2005 il tasso di attività è stato del 65,4%, superiore di 3 punti rispetto alla media nazionale; mentre il tasso di occupazione femminile, sempre nello stesso periodo, si è rivelato superiore di oltre 6 punti percentuali rispetto al resto del Paese (50,1%).

Dall’indagine presentata emerge una continua crescita, sia quantitativa che qualitativa, di pressoché tutti i settori dei Servizi Pubblici: i beni essenziali (abitazione, acqua ed energia), inoltre, risultano essere fra i meno costosi in Italia (tra i grandi capoluoghi solo Napoli presenta un indice specifico minore) e con il più contenuto aumento del numero indice fra il 2003 e il 2004 (+1,4% contro valori che arrivano, come nel caso di Torino, anche a +3,9).

Le aziende erogatrici di Servizi Pubblici, che nel 2004 avevano totalizzato un valore aggiunto pari a 1,71 miliardi di euro (ossia l’1,63% del valore aggiunto provinciale e l’1,55% del valore aggiunto dei servizi a livello regionale), sono cresciute nel 2005 fino a raggiungere gli 1,79 miliardi di euro.

Vari, stando a quanto si evince dallo studio, i fattori che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo: dagli aumentati ricavi delle vendite e delle prestazioni (+371 milioni di euro ai valori del 2000), al ridotto costo del personale (-19 milioni, a fronte comunque di un aumentato organico), passando per i ridotti oneri finanziari (-98 milioni), che anzi negli ultimi due anni sono divenuti proventi.

Analizzando le diverse aziende che erogano servizi emergono alcune differenze: se le imprese che operano nel trasporto pubblico e nella distribuzione di energia elettrica presentano un più alto valore della produzione, sono i trasporti e l’ambiente, a causa della maggiore intensità di lavoro rispetto al settore elettrico, a registrare un più elevato valore aggiunto.

Notevoli le potenzialità di innovazione delle aziende di servizio pubblico della nostra provincia che emergono dal rapporto presentato oggi: la domanda di qualità dei cittadini è soddisfatta attraverso la “Carta dei Servizi” nel settore idrico ed elettrico, le certificazioni ambientali e sociali delle aziende di trasporto, il basso numero di interruzioni dell’energia elettrica, l’impegno nell’aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti, i servizi aggiuntivi offerti dalle farmacie comunali. Il tutto mantenendo – come ad esempio accade sia per il trasporto pubblico che per i servizi sociali – le tariffe a livelli accessibili e, talvolta, tra i più bassi in Europa.

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