

"Requisizione nel X Municipio, uso giuridico della politica", la dichiarazione di Medici
“Sequestro preventivo degli immobili di via Calpurnio Bibulo 13”. Lo dispone un’ordinanza del Tribunale del riesame, notificata il 1 febbraio 2007 al presidente del X Municipio Sandro Medici. Un sequestro che il giudice delle indagini preliminari aveva respinto a suo tempo, nel novembre del 2005. Il provvedimento si riferisce alla requisizione dei quindici appartamenti vuoti e inutilizzati che il Municipio aveva disposto nel settembre del 2005, per ospitare provvisoriamente alcune famiglie sfrattate e in gravissimo disagio sociale. Questa nuova ordinanza giudiziaria accoglie dunque in appello le argomentazioni del pubblico ministero Vitiello, secondo cui ci si trova di fronte a un gesto criminoso.
“E’ sconcertante trovarsi di fronte a un atteggiamento così contraddittorio da parte della magistratura” – sostiene il Presidente Medici. “La requisizione è stata ripetutamente giudicata legittima – aggiunge – sia nelle sentenze amministrative del Tar del Lazio e del Consiglio di stato, sia in sede penale con la decisione di non procedere per il reato di abuso d’ufficio”.
Il sequestro dello stabile è stato disposto grazie a un percorso giuridico parallelo, che tuttavia non sembra fondato poiché manchevole dell’ipotesi di reato e dunque in presenza di un atto amministrativo (la requisizione) del tutto legittimo.
“Evidentemente siamo di fronte a un uso giuridico della politica – conclude Medici – a un accanimento da parte di un magistrato che ha deciso di farsi alfiere delle grandi proprietà immobiliari che lasciano vuoti i propri palazzi, lasciando che migliaia di famiglie vengano sfrattate; e tutto ciò, quasi fosse afflitto da una grave forma di autismo professionale, nell’assoluta indifferenza di quanto i suoi stessi colleghi magistrati hanno reiteratamente stabilito, sentenza dopo sentenza”
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