

Il Pup non si farà più e presto sarà ripristinata l’antica viabilità e l’ex-parcheggio. Prevista anche riqualificazione
Ormai è ufficiale, il PUP di viale Opita Oppio, al Quadraro, non si fa più. I box interrati hanno incontrato difficoltà di diversa natura: logistiche, strutturali e ambientali.
La vicinanza dell’edificio scolastico (le elementari della Damiano Chiesa e le medie della succursale del Gaio Cecilio II), i reperti archeologici, i problemi connessi alla cabina elettrica della scuola e lo spostamento della fognatura, nonché le ragioni del comitato dei cittadini, hanno convinto Panecaldo (delegato ai Pup) e l’amministrazione comunale a rivedere i propri piani.
Nel frattempo, però, la viabilità di viale Opita Oppio è rimasta la stessa di quella di inizio lavori. L’assessore ai lavori pubblici del X Municipio, Flavia Leuci, dopo un sopralluogo del 19 dicembre scorso con lo stesso Panecaldo, ha annunciato l’imminente ripresa dei lavori di ripristino di viale Opita Oppio e dell’ex-parcheggio: «Dobbiamo però aspettare che si iniziano i lavori della cabina elettrica della scuola – ha dichiarato – I soldi ci sono quindi, a breve, cominceranno. Subito dopo, la stessa ditta che aveva in appalto i Pup si occuperà di riconsegnare agli abitanti l’antica viabilità».
Ritornerà tutto come prima o avete in mente di apportare modifiche?
«Abbiamo previsto una riqualificazione. Il piazzale della scuola media sarà adibito in parte a parcheggio e in parte a zona pedonale. Comunque, tra la strada e il piazzale saranno ripristinati i posti macchina che c’erano in precedenza».
A dire il vero viale Opita Oppio ad un solo senso di marcia non dispiace. C’è meno traffico e un inquinamento ridotto. Si potrebbe utilizzare l’altra corsia per ulteriori posti auto e adibire il piazzale della scuola a verde pubblico?
«Noi siamo pronti ad accettare tutte le proposte di riqualificazione che ci vengono dagli abitanti del nostro municipio. Per i parcheggi e i sensi di marcia devono pronunciarsi i vigili. Ma se loro danno il benestare, per noi non c’è problema».
Perché non cercate di favorire la viabilità di via Tuscolana limitando così un intenso traffico di transito nelle strade interne e nelle parallele di via Tuscolana stessa?
«Lo stiamo già facendo. Abbiamo eliminato qualche attraversamento proprio per rendere più fluido il traffico. Ma ancora non basta. E non è facile, perché ci si deve scontrare con la gente che non vuole affrancarsi, liberarsi dalla schiavitù del mezzo privato. Abbiamo comunque in previsione la realizzazione anche di piste ciclabili e zone pedonali».
Siete pronti ad accettate proposte per viale Opita Oppio?
«Certamente, anzi: perché non fate un sondaggio tra gli abitanti della zona? A noi il vostro aiuto e interessamento non può che fare piacere».
La viabilità è un grosso problema a Roma. Sicuramente perché ci muoviamo troppo e siamo costretti a lunghi spostamenti per raggiungere i posti di lavoro. Ma non può e non deve essere un problema irrisolvibile. Organizzare meglio la mobilità (incanalando il traffico) e creare le giuste alternative (corsie preferenziali, piste ciclabili e isole pedonali), cercando di cambiare le nostre abitudini. Incentivare nuove forme di spostamento privato come il car-sharing (una specie di autonoleggio), o il car-pooling (andare al lavoro in tre o quattro persone con un’unica auto).
Ma soprattutto, riconquistare quello spazio che ci è stato tolto dalle automobili.
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