

Grazie al cambio di destinazione d'uso di capannoni ed uffici nelle zone Tiburtina, Casilina, Tor Cervara
Il 9 di ottobre il Consiglio comunale esaminerà una delibera che prevede nei prossimi due anni un primo stralcio di 2.200 alloggi (rientrante in un piano per l’emergenza abitativa in cui sono previsti in totale 9 mila alloggi) che riguarda 38 proposte nel quadrante est della capitale (Tiburtina, Casilina e Tor Cervara).
La delibera in discussione concede ai privati il cambio di destinazione d’uso di capannoni ed uffici e di immobili destinati ad ufficio ma non immessi sul mercato ed in cambio come spiega l’assessore comunale al Patrimonio Claudio Minelli: “il Comune potrà acquisire il 30% dei nuovi alloggi che verranno edificati per destinarli poi alla locazione agevolata oppure per comprare gli immobili con lo sconto pari al valore economico ottenuto dal cambio di destinazione d’uso. La modifica della destinazione d’uso si ottiene per aree non residenziali purché non siano destinate a verde o agricole. Si tratta piuttosto di capannoni industriali in disuso o di complessi destinati ad uffici ma che poi per il mutare delle esigenze dei quartieri non si è riusciti a metterli sul mercato. In cambio il Comune avrà il corrispettivo del valore dato dal cambio della destinazione d’uso in una quota di appartamenti, pari circa al 30%, che daremo in locazione agevolata oppure il Comune potrà anche acquistare l’intero blocco delle nuove case con lo sconto pari al valore economico corrispondente al cambio d’uso. Si tratta di un provvedimento importante per diversi motivi. Rientra nel piano per l’emergenza abitativa e poi rappresenta anche un’opportunità per il recupero di alcune aree della città che non avevano più la destinazione adeguata alle nuove esigenze.”
Dopo il voto del Consiglio comunale saranno avviate le procedure della fase esecutiva dei lavori che nel 2009 dovrebbero portare alla consegna dell’80% delle nuove case.
La Regione, da parte sua, ha allo studio incentivi per l’acquisto agevolato di alcuni immobili da parte dell’esercito, per scongiurare l’emergenza abitativa che ha investito anche centinaia di famiglie di militari a causa della dismissione di diverse caserme.
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