

Dal 24 aprile nelle sale l'opera prima di Emanuele Cerman ispirata al drammatico caso di cronaca della seconda metà degli anni Novanta
Nella seconda metà degli anni Novanta, un fatto di cronaca nera scosse profondamente l’opinione pubblica italiana. Nel varesotto, alcuni giovani, che avevano costituito un gruppo dal nome raccapricciante, Le Bestie di Satana, furono accusati, e poi condannati, per una serie di omicidi e un’induzione al suicidio di matrice satanista.
Quel caso, considerato uno tra i più scioccanti della storia d’Italia dal dopoguerra, diventa oggi un film grazie a Emanuele Cerman, Stefano Calvagna e Distribuzione Indipendente (www.distribuzioneindipendente.it), realtà distributiva per il cinema indipendente d’autore e di genere.
Nelle sale cinematografiche del Circuito Off da giovedì 24 a mercoledì 30 aprile, la pellicola – prodotta da Emanuele Cirquiglini per Timeline srl, in collaborazione con Mattia Mor, Andrea Lancieri, Mauro Montanucci, Stefano Calvagna e Mattia Settimelli – è stata realizzata con un budget ridottissimo (poco più di quaranta mila euro). In Nomine Satan era nata come progetto televisivo. Due puntate sul piccolo schermo, con regia e sceneggiatura di Stefano Calvagna. In fase di pre-produzione si è cominciato a pensare al grande schermo. Calvagna – che prossimamente girerà un film sul Califfo, Franco Califano – ha passato il testimone a Emanuele Cerman, il quale ha accettato di realizzare l’opera e di entrare in produzione, chiedendo in cambio libertà totale, la possibilità di rimettere mano alla sceneggiatura e scegliere gli attori per i ruoli ancora liberi. Calvagna non ha più diretto il film, ma è stato tra i protagonisti, interpretando la parte del giudice Roberto Pozzo.
Il film è stato girato in soli dieci giorni. Tratta un tema ancora poco conosciuto all’opinione pubblica, e sottovalutato dalle nostre forze investigative (in Italia ci sono circa sessanta mila adepti riconducibili a sette di vario genere).
«Non ho parlato con i veri protagonisti, Le Bestie di Satana – ha dichiarato Cerman – Ho avvertito la responsabilità e il dovere di affrontare l’argomento tenendo conto del dolore che questa vicenda ha provocato (e ancora sta provocando) alle famiglie coinvolte. Non ho realizzato questo film per fare cassetta, ma per far parlare ancora del caso di cronaca nera più agghiacciante che il nostro paese ricordi. L’ho realizzato con umiltà, nel tentativo di far emergere nuove considerazioni, che esulino da quelle scaturite dall’unico punto di vista mediatico, il quale si limita a distinguere i buoni dai cattivi, senza porre dubbio alcuno. Quanto raccontato in questo film potrebbe ripetersi ancora nella realtà, restando nuovamente avvolto nel dubbio.
Essendo amante degli studi antroposofici, ho inserito diversi momenti onirici: scene che esulano dalla realtà e che, a mio parere, consentono di analizzare le cose da un’angolazione diversa, più sottile. Ho evitato dettagli macabri nelle scene violente. Alla violenza visiva ho preferito quella psicologica. Ho lavorato molto sui dialoghi e sull’improvvisazione guidata degli attori. Punto decisamente il dito sulle responsabilità della società. Stiamo ormai creando solo macchine per consumare. A Roma vedo sale e librerie chiudere per fare posto ai Bingo. Dalla società dei contenitori si passa alla società di controllo. Solo la lunga gavetta che ho affrontato nel cinema indipendente, in circa quindici anni di attività, mi ha consentito di realizzare questo film, nonostante i tempi ristrettissimi, le difficoltà logistiche e i problemi di budget. Ma senza l’impegno e la passione di tutti, non ce l’avrei fatta».
«Ho incontrato i satanisti – ha rivelato Stefano Calvagna – Li riconosci da vari tatuaggi e simboli. Qualcuno di loro si è avvicinato. Alcuni l’abbiamo allontanati. Ce l’abbiamo tra noi e non lo sappiamo. Persone normali al di sopra di ogni sospetto».
È vero ciò che afferma Francesca Viscardi – attrice, regista e docente – che nel film interpreta Silvana Marino: «Il male è facile. Il vero problema è la rassegnazione».
Nella nostra regione, il film sarà nelle sale del Circolo del cinema Zero in Condotta (via Caffaro 10, Roma) e a Fusolab (viale della Bella Villa 94, Roma). Un consiglio? Da vedere.
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