

Collegherà l'Olimpico all'Auditorium. Alemanno: "simbolo di una candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020"
Centonovanta metri di acciaio, cemento e legno per collegare lo stadio Olimpico all’Auditorium e rilanciare, simboleggiandola, la validità della «nostra candidatura per le Olimpiadi del 2020 che Roma ha tuttele possibilità di vincere». E’ questa, nelle parole del primo cittadino della Capitale, Gianni Alemanno e del sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, la missione del Ponte della Musica, inaugurato ieri martedì 31 Maggio 2011 al Flaminio. Al taglio del nastro erano presenti anche i presidenti dei municipi II e XVII, Sara De Angelis e Antonella De Giusti, l’assessore capitolino all’Urbanistica, Marco Corsini, e monsignor Giuseppe Marciante.
La nuova infrasruttura, con due archi di 160 metri, unisce le due sponde del Tevere tra lungotevere Cadorna e piazza Gentile da Fabriano e al momento si può percorrere solo a piedi e in bici ma, in futuro, ospiterà una linea di bus elettrici o tram. «Il ponte era previsto già nel ’29 per completare la direttrice di Guido Reni – ha detto Alemanno – solo che c’è stata un po’ di polemica per i tempi ma due anni e qualche mese per costruire un ponte non è un tempo eccessivo. È un’opera strategica perché ingloberà tutte le realtà musicali e artistiche con il parco olimpico».
Il costo dell’opera ha superato di poco gli 8 milioni di euro; il progetto, frutto di un concorso internazionale, era stato avviato dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra ed è stato realizzato, appunto, dopo oltre 2 anni di lavoro . «Era tempo che non si costruiva un nuovo ponte – ha detto Corsini – Roma ne ha 30, ma sono ancora pochi, il prossimo sarà il Ponte della Scienza. I costi sono partiti da 7 milioni e sono arrivati a poco più di 8».
L’inaugurazione è giunta dopo lo slittamento di altre due date annullate per problemi tecnici legati alla costruzione e alla scelta di alcuni materiali. Per la De Angelis «il ponte rende più congeniale la città», mentre la De Giusti, rivolgendo un appello al sindaco, ha auspicato che la giunta decida di «guardare anche dall’altra parte del Tevere riqualificando le sponde, il parco e tutta la zona del Foro Italico». Un monito immediatamento raccolto da Alemanno: «È facile accogliere le sollecitazioni della De Giusti, il nostro impegno è per le ristrutturazioni del Foro a partire dalla Casa della Scherma». «È il primo ponte ecosostenibile, é un ponte che va verso il futuro», ha aggiunto Alemanno che ha spiegato che l’opera sarà «la congiunzione tra la vocazione culturale artistica di Roma e la sua proiezione sportiva».
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