Incubo cemento per Tor Bella Monaca

Un articolo di Claudio Roma del 4 novembre 2010 su affaritaliani.it

Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Claudio Roma del 4 novembre 2010 su affaritaliani.it   Ci risiamo col cemento. In attesa del destino del serpentone di Corviale, ieri è arrivato l’ultimo progetto per ridare slancio e smalto ad una città addormentata dalla crisi. Come promesso durante la scorsa estate a Cortina, il sindaco Giovanni Alemanno ha presentato il masterplan di Tor Bella Monaca: 7 anni per cancellare la banlieu romana che si trasformerà in una mini città da 3,5 milioni di metri cubi, invece dei 2 milioni attuali, concentrati nelle torri dell’orrore.   “Entro tre anni – ha promesso Alemanno – consegneremo le prime 200-300 case”. E tra i residenti, destinati a case di 4 piani massimo, è scoppiato l’inferno. Proteste a parte, molto delle quali di chiaro indirizzo più politico che urbanistico, il progetto di Tor Bella è un altro dei tasselli – anzi dei piloni – sul quale il Comune sta puntando per rimuovere l’economia romana. Solo che la somma dei “piloni” sta di fatto ridisegnando nel silenzio un Piano regolatore nuovo di zecca, realizzato a colpi di varianti.   Il primo forato della nuova stagione del mattone è stato virtualmente posato all’Eur. Qui il progetto segretissimo del Gran Premio, che sindaco e patron discutono tra di loro, altro non è che un’operazione immobiliare di autofinanziamento con torri che a seconda delle proteste diminuiscono di altezza. Non a caso un fondo comune di investimento è già al lavoro da mesi. C’è poi il capitolo caserme. Il “dono” che lo Stato ha fatto al Comune di Roma è l’altra operazione che cambia il volto di zone centralissime della città. In quindici strutture che vanno da Forte Boccea alla ex Caserma Reale Equipaggi di via di San’Andrea delle Fratte, nasceranno case e negozi per 82 ettari e 1,5 milioni di metri cubi. Solo così il Campidoglio potrà recuperare i 600 milioni di euro pattuiti col Governo per il piano di rientro.   E anche qui saranno necessarie diverse varianti al Prg. Non basta. Nelle periferie di La Storta, Acilia, Madonnetta, Ponte Mammolo, Romanina e Torre Spaccata le nuove centralità, cioè gli insediamenti già previsti, la fame di soldi del Comune porterà al raddoppio delle cubature previste. Anche qui altra variante. Se il Comune è al lavoro per ridefinire lo sviluppo della città, la Regione ci prova a dare una mano col Piano Casa, il cui iter nei desideri della presidente Polverini e dell’assessore Ciocchetti, dovrebbe concludersi entro Natale. Tra premi e “ricicli” di zone artigianali e capannoni vari, si prepara altro cemento ma a macchia di leopardo.   Infine, i terreni in prossimità delle metropolitane. Mentre per la C il Comune non ha ancora le idee chiare, ieri il prolungamento della linea B è stato pre-affidato alla cordata Salini- Vianini che ha aperto la strada ad una nuova destinazione della periferia. A parte 167 milioni di euro del Comune, il resto del finanziamento fino a oltre 460 milioni di euro, sarà supportato dai privati che godranno di una nuova variante per edificare nella zone di Casal Monastero, dove sorgeranno un centro direzionale dotato di case, uffici e persino un albergo.

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