
I primi cento giorni sono ormai passati da un pezzo per Massimiliano Lorenzotti – presidente del Municipio VIII di Roma – e ora si cominciano a tirare le somme del lavoro fatto su un territorio che, negli ultimi mesi, è stato al centro dei riflettori come mai in passato. Dai
laboratori cinesi, dove centinaia di operai lavoravano come schiavi, alle
aggressioni razziste a Tor Bella Monaca; dal campo nomadi abusivo spuntato a Tor Vergata, che ha scatenato l’ira del gruppo
locale di Forza Nuova e
dei residenti, alla questione della
Città dello Sport.
“E’ successo di tutto”, commenta Lorenzotti; ma per Fabrizio Scorzoni, ex presidente dell’VIII Municipio, l’attuale maggioranza è solo “chiacchiere e distintivo”; parole dure ma, ha sottolineato Scorzoni, necessarie quando una squadra politica amministra in maniera così poco attenta un Municipio di tale grandezza e importanza.
Lorenzotti, dal canto suo, respinge al mittente le accuse, dimostrando dati alla mano il lavoro svolto fino ad oggi: non solo dal punto di vista tecnico-amministrativo ma anche sul piano politico, “cambiando – ha evidenziato il presidente – delle abitudini”.
Presidente Lorenzotti, vogliamo provare a fare un primo bilancio di questi mesi? Quali sono stati i temi principali?
“La situazione che abbiamo trovato, per certi versi, non era positiva. La gente che ci ha votato chiede giustamente dei cambiamenti, ma per farli ci vuole del tempo. Ma noi non siamo lassisti: per prima cosa ci siamo confrontati con chi non la pensa come noi, per spiegargli cosa avremmo fatto in concreto… in questi mesi avrò incontrato quattro-cinquemila persone.
La questione della sicurezza è centrale per noi e credo che chi dice che non c’è sicurezza maggiore rispetto a prima dice una bugia, perché basta andare in giro a qualsiasi ora per rendersi conto da sé. La gente ci ringrazia per questo, lo sappiamo dai feedback che ci arrivano.
Sui lavori pubblici, poi, a breve partiranno i lavori sulla Collatina, seguiti da Rocca Cencia, dal raddoppio delle complanari sulla A24, stiamo lavorando per fare un punto di primo intervento sanitario a Ponte di Nona, il 28 novembre si inaugurerà una ASL al Prenestino, abbiamo iniziato l’istruttoria per fare poi un nuovo punto ASL anche tra Borghesiana e Finocchio… quindi di cose ne abbiamo fatte tantissime”.
Il capogruppo all’opposizione, Fabrizio Scorzoni, ha recentemente dichiarato “sono solo chiacchiere e distintivo; finora non hanno dimostrato nulla”. Vuole fare qualche commento?
“Non è vero. Queste sono parole pesanti che non comprendo. Noi abbiamo fatto cose che in due anni la vecchia giunta non è riuscita a fare. Prendiamo la già citata questione della sicurezza, rispetto a prima ci sono molti più controlli. Se parliamo di lavori pubblici, poi, è vero che raccogliamo qualcosa che era già stato fatto, come la Metro C, ma dobbiamo ricordare che quel progetto è nato nel 1993 e in questi anni hanno cercato di travestire un trenino da metropolitana… poi si sono accorti che non era così. La spinta forte c’è stata con l’ultimo governo Berlusconi che ha finanziato la nuova metro C per 3 miliardi di euro, e sulla Casilina i lavori si vedono procedere a occhio nudo. Inoltre se tutto andrà bene apriremo una strada per la quale da 15 anni il centrosinistra stava lavorando senza mai riuscirci.
Insomma: io sono un tecnico, per cui il mio approccio con le imprese è da tecnico, e questo è assolutamente diverso da chi fa solo politica. Come dicevo prima, di cose ne abbiamo fatte tantissime ma soprattutto abbiamo cambiato delle abitudini, starà poi alla gente stabilire se erano abitudini positive o negative”.
Vorrei ricordarle che su un articolo del Messaggero del 2 novembre, la zona di Tor Bella Monaca è stata definita “ostaggio delle baby-gang”… è vero?
“Tor Bella Monaca è sicuramente un quartiere disagiato, perché nascondere la verità… però dobbiamo anche ricordare che questo quartiere è abitato in maggioranza da brave persone che si alzano tutte le mattine per andare al lavoro, questo l’ho sempre detto. Credo però che qualcuno si debba assumere le proprie responsabilità sulla situazione a Tor Bella Monaca, perché qui c’è una responsabilità politica ben precisa. Questo quartiere nasce negli anni ’80 con delle persone che si sono messe a tavolino a scegliere chi doveva abitarci e mettendoci non proprio dei galantuomini, persone diversamente abili e anziani… si è dunque voluto creare un ghetto. Poi il sistema è imploso perché le persone sono cresciute, hanno avuto dei figli, e la situazione è peggiorata: per questo abbiamo vinto in queste zone. Certo che il disagio c’è, ma io sono una persona che sdrammatizza mentre altri gettano benzina sul fuoco e questo porta poi all’emulazione di atteggiamenti sbagliati. Voglio dire che, ad una persona che ha dei problemi, bisognerebbe spiegare in maniera serena che c’è sempre una terza via”.
Spendiamo due parole sul sociale e sull’integrazione, che sono temi fondamentali in questo territorio. Quali strade state percorrendo?
“Recentemente abbiamo
approvato un Piano Regolatore Sociale che apporta delle piccole variazioni a quello precedente, che a nostro avviso non era fatto male, per cui i soggetti che vinceranno le gare dovranno essere l’eccellenza, e questo vale anche per i dipendenti. Mentre per quanto riguarda l’integrazione esiste solo una strada: la legalità. Chi rispetta la legge e le istituzioni si integra facilmente, perché è proprio da questo che nasce l’integrazione. A questo scopo abbiamo dato una delega ai rapporti inter-religiosi e un’altra al rapporto con gli stranieri”.
Parlando di Sanità, invece, come state rispondendo alle recenti proteste relative al Forcom?
“La situazione non era semplice. Sul Forcom di Grotte Celoni si è scatenata una
bagarre quando invece, voglio ricordare, i servizi sono stati riassorbiti dal Policlinico Tor Vergata e al Policlinico Casilino (ex Villa Irma). Certo sono strutture che sono state appesantite e la gente può lamentare il fatto di fare due chilometri in più. Ma per il servizio odontoiatrico che prima offriva il Forcom, stiamo lavorando insieme al Sindaco per riattivare una struttura destinata a tale servizio… quindi la situazione si va normalizzando”.
Un tema che interessa molti residenti nel nostro territorio è quello dell’edilizia e delle infrastrutture. Alcune zone hanno problemi enormi, soprattutto per quanto riguarda la parziale o totale assenza di servizi. Come state lavorando su questo versante?
“Questa è una tipica malattia italiana che non mi trova concorde. Io ho spesso ripetuto: sì a nuove costruzioni ma prima devono essere realizzate le infrastrutture. Prima di tutto le strade, le scuole, gli ospedali… e poi si posa la prima pietra per le case. Io però vorrei che ci fosse un’onestà intellettuale anche da parte di chi compra una casa: non possiamo sempre dire che la colpa è degli altri. Quando si compra una casa in convenzione bisogna innanzitutto vedere come è poi rispettata questa convenzione, e poi iniziare a pagare; occorre farsi assistere e non credere di sapere tutto. E poi, a parte tutto, non ho mai sentito – a Ponte di Nona, ad esempio – di una persona che ha comprato male e venduto peggio: hanno fatto tutti un affare”.
Presidente, una curiosità: a che punto sono i lavori per la metro C?
“I lavori sono partiti a luglio. La talpa procede a 10/12 metri al giorno, ed è anche una cosa bella da vedere, infatti stiamo organizzando delle visite per scolaresche e cittadini, in modo che possano rendersi conto di quello che accade nel territorio. Speriamo di finire questa tratta nei prossimi 3 o 4 anni. C’è un disagio, ma la gente ha compreso che dal 1993 quella che è stata fatta passare per metropolitana era in realtà un trenino ripulito. Oggi la gente si rende conto che deve essere più attenta e credere alla realtà”.
Riguardo alla Città dello Sport, invece, che commenti si sente di fare? I Mondiali di Nuoto del 2009 a Tor Vergata sono ormai sfumati e ultimamente sembra che il mega-progetto sia destinato al fallimento…
“La Città dello Sport credo che verrà finita, ma ormai non per i Mondiali di Nuoto. Sarei curioso di sapere cosa dicono oggi quelli che parlavano della Città dello Sport come il nostro fiore all’occhiello; ma diranno sicuramente che la colpa è di qualcun altro. Io credo che sia stato un errore previsionale e una mancanza di capacità nel comprendere cosa veramente si doveva fare. Forse ci si è erroneamente fidati troppo o forse è stato un annuncio di propaganda, non so… quel che è certo è che noi oggi perdiamo una grande occasione, e chi ha governato non può dire che è colpa degli altri ma si deve assumere le sue responsabilità. Bisogna essere onesti intellettualmente”.
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