

Lo abbiamo incontrato il 17 ottobre inseme a Monti Tv
Tra ztl e commercianti sul piede di guerra, problemi di sicurezza e tavolini “selvaggi” nelle aree pedonalizzate, il presidente del I Municipio Giuseppe Lobefaro ha non poche grane da risolvere nelle vesti di minisindaco. Lo siamo andati a trovare il 17 ottobre insieme a Maurizio Rossi direttore di www.montitv.it ed ecco come ci risponde agli interrogativi che assillano numerosi cittadini, soprattutto del rione Monti.
È da poco partito il progetto del I Municipio che vede la presenza di un custode di quartiere. In cosa consiste esattamente?
L’idea, molto originale, nasce dalla proposta di un cittadino residente nel rione San Saba che ha segnalato la possibilità per quella zona, di aiutare coloro che già istituzionalmente lavorano alla manutenzione del territorio con delle persone attualmente assistite dal servizio sociale del municipio. Quindi sono state soddisfatte allo stesso tempo due esigenze: consentire a delle persone in difficoltà di avere un’occupazione che desse loro da vivere e offrire ai residenti ulteriori risorse per tenere a posto il loro spazio e segnalare di volta in volta le cose che non vanno a chi ha poi l’obbligo di intervenire. Visto i risultati positivi di questa sperimentazione nelle ultime settimane, vorremmo esportarla anche in altre realtà; si tratta di un’occasione di crescita individuale oltre che collettiva, perché tutti i cittadini del rione si stanno attivando nell’utilizzo di una tale opportunità quale mezzo per responsabilizzare non solo le persone che lavorano, ma anche se stessi nella cura del quartiere.
Si parla continuamente del problema sfratti che colpisce le cosiddette categorie “deboli”; Municipio e Comune hanno in parte “le mani legate”, visto che più di tanto non possono arginare la questione. Si parla un po’ meno però delle botteghe artigiane, grande risorsa del rione Monti e anch’esse colpite dalla speculazione edilizia. Qual è il vostro piano di intervento per salvaguardare queste categorie?
Per quanto riguarda l’artigianato bisogna agire su due fronti. Prima di tutto permettere agli artigiani di lavorare e avere un reddito dal loro mestiere, quindi favorire queste attività anche dal punto di vista commerciale dando pubblicità alle loro iniziative, ad esempio attraverso manifestazioni che aiutino il settore. In seconda battuta, e cioè per il problema degli affitti, sarebbe opportuno provare a intervenire sul mercato, ma questo è molto complesso. Quindi per arginare le pretese eccessive che nascono dai privati l’unica opportunità è mettere a disposizione degli artigiani spazi pubblici, come è già avvenuto a Tor di Nona. Al rione Monti una delle occasioni più interessanti sarebbe quella di trasformare il mercato di via Baccina che attualmente sta morendo, in uno spazio aperto agli artigiani. Abbiamo già parlato di questo con l’assessore Cioffarelli e speriamo che il progetto possa avere una risposta concreta.
Passiamo ai provvedimenti di pedonalizzazione di alcune strade, come ad esempio via del Boschetto o il primo tratto di San Giovanni in Laterano. Una delle maggiori preoccupazioni è la ripercussione del traffico nelle zone limitrofe e il timore che in questo modo si dia il via ad una nuova invasione di tavolini. A questo punto viene da chiedersi quale sia il danno minore tra l’invasione delle auto e quella dei tavolini.
Il danno minore è pedonalizzare senza mettere tavolini, il che è possibile se si bloccano alcune regole che autorizzano l’occupazione del suolo pubblico. Noi abbiamo modificato questa delibera stabilendo dei piani di massima occupabilità per ogni strada, un lavoro che ci vedrà impegnati nei prossimi tre anni. Nel caso specifico del rione Monti è necessario non tanto pedonalizzare singole vie a casaccio, ma fare un piano della viabilità del rione, un’area molto delicata attraversata da tangenziali di traffico come via Cavour e via dei Serpenti. Chiudere un pezzo di questa zona provoca sicuramente delle ripercussioni in tutte le strade limitrofe, per cui è importante vedere il quadrante rione nel suo complesso più che intervenire in una singola via e provocare poi dei disastri tutt’intorno. Ci sono progetti diversi in proposito, come quello dell’Università che avrebbe pianificato la pedonalizzazione di piazza Madonna ai Monti. Sarebbe una delle opportunità da offrire al rione dando un polmone di ossigeno e di tranquillità, ma tutto va inserito in un contesto di possibilità di spostamento all’interno del quartiere stesso. Una cosa da evitare sarebbe quella di eliminare l’attraversamento del traffico su via Cavour; invece nelle vie interne si potrebbe pensare a dei percorsi che evitino il passaggio continuo di auto, fonte di problemi per chi ci vive.
Macchine, motorini e a volte cassonetti obbligano a percorsi alternativi i disabili: questo soprattutto per gli anziani e per i passeggini dei bambini è un vero problema…
Quello dei marciapiedi bloccati da chi, in preda alla disperazione di non riuscire a trovare parcheggio vi lascia motocicli e auto, è un problema che riguarda un po’ tutti. Anche qui sarebbe necessario agire su due fronti: migliorare il senso civico dei cittadini, attraverso campagne informative e di sensibilizzazione, e poi lavorare con strutture fisiche che possano bloccare il parcheggio. Parlo di passaggi pedonali che permettano a disabili e mamme con carrozzine di camminare per strade spesso prive di marciapiedi e che dunque necessiterebbero di protezioni per il pedone. C’è un grosso impegno in merito, sia a livello politico che di risorse economiche da destinare a questo lavoro che va fatto in tutto il centro storico.
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