Francesco Foti, un siciliano anomalo con l’arte nel sangue

Intervista all'attore della commedia di Gabriele Pignotta "Ti sposo ma non troppo"

Attore di cinema e televisione, cabarettista, deejay radiofonico e autore teatrale. Tutto questo è Francesco Foti, siciliano anomalo nato da mamma triestina e papà milanese che ha deciso di fare dell’arte dello spettacolo la sua vita. Diplomatosi all’Accademia d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”, Foti si fa conoscere dal grande pubblico lavorando con importanti registi come Giuseppe Tornatore (Barìaa) e Roberto Faenza (Alla luce del sole) senza tralasciare la sua incursione nel mondo della fiction con ruoli in Squadra Antimafia, Intelligence, Raccontami e Un medico in famiglia. Al momento si trova al cinema nella commedia di Gabriele Pignotta “Ti sposo ma non troppo” nei panni di Giulio.

Noi di Abitare A Roma abbiamo intervistato l’attore sicialiano che ci ha raccontato il grande successo di questo personaggio, del suo importante percorso artistico, dell’esperienza teatrale negli States e l’amore per la Capitale.

francesco-foti-primo-piano1Ti aspettavi il grande successo riscosso dal tuo personaggio all’interno della commedia di Gabriele Pignotta “Ti sposo ma non troppo”?

Onestamente, non a questi livelli! Che quasi tutti i critici e il pubblico abbiano così tanto apprezzato e sottolineato il mio lavoro è una cosa che mi ha fatto un piacere immenso e mi ripaga di tante fatiche.

Come sei arrivato ad interpretare il personaggio di Giulio, il fratello del protagonista? 

E’ stato bello costruirlo per trovare la giusta misura, prima da solo e poi in complicità con Gabriele Pignotta, fin dal secondo provino con lui e Vanessa Incontrada. Mi sono documentato sulla condizione di Giulio e sul come si può reagire a certi incidenti, poi ho preso la tavolozza dei miei colori più vivaci, sia per i costumi che per il suo carattere, e quello che vedete è il risultato!

Cinema, fiction, teatro e radio. Quale tra le numerose esperienze che hai maturato ti ha dato di più? Se potessi scegliere solo uno di questi settori su cosa ti concentreresti?

Se dovessi sceglierne uno, direi che farei uno spettacolo in teatro sulla storia di un dj radiofonico-cabarettista, con una tv e uno schermo sul palco dove proiettare spezzoni di scene con lo stesso protagonista. A parte gli scherzi, ogni campo è una miniera magica irrinunciabile e ogni esperienza arricchisce un po’ di più.

Nel 2010 hai preso parte al film di Giuseppe Tornatore “Baarìa” arrivato ad un passo dalla candidatura agli Oscar. Cosa pensi della vittoria de “La grande bellezza” di Sorrentino?

Penso che sia un film che ha smosso grandi dibattiti dopo la sua uscita al cinema e addirittura clamorosi dopo il passaggio televisivo; per giorni non si parlava d’altro per strada e sui social network. Vuol dire che, in un modo o nell’altro, ha colpito nel segno. All’Oscar sono andato vicino anche quest’anno con il cortometraggio “Tiger Boy”di Gabriele Mainetti, di cui sono protagonista con Lidia Vitale, arrivato nella short list dei candidati. A poco a poco mi sto avvicinando a quella statuetta d’oro.

Attualmente stai portando in scena il tuo spettacolo teatrale “NiuiòrcNiuiòrc”, arrivato anche in America. Vuoi raccontarci di cosa parla? Come è stato accolto negli States?

“Niuiòrc Niuiòrc”è un vero one man show ed è uno spettacolo a cui tengo tantissimo perché l’ho proprio fatto tutto io, dalla scrittura alla costruzione dello sgabello di scena. Racconta del primo viaggio da solo che ogni ragazzo sogna di fare nella Grande Mela, solo che questo “ragazzo” ha 40 anni suonati!… E’ molto brillante con poesia quanto basta e anche nella sua versione Italo/Inglese che ho portato a New York ha avuto un successo quasi imbarazzante!!

francesco-foti-in-TI-SPOSO-MA-NON-TROPPO-2piccolaSei nativo di Catania, ma spesso ti trovi nella Capitale per lavoro. Come vive un siciliano a Roma? C’è un luogo della città eterna che porti nel cuore?

Io sono un siciliano un po’ anomalo, visto che mio padre era di Trieste e mia madre è di Milano, e sono abbastanza apolide, nel senso che sto bene quasi dappertutto. Roma è il centro della produzione cinetelevisiva, dunque la scelta era quasi obbligata. In più è una città meravigliosa e questo aiuta, soprattutto nelle passeggiate dei periodi di pausa tra un lavoro e l’altro. Ci sono mille posti fantastici, ma forse i miei preferiti sono Campo de’ Fiori e Villa Pamphili, anche se sono spesso un po’ troppo affollati…

Un’ultima domanda, dove potremmo trovare prossimamente Francesco Foti?

A parte al cinema dove ancora proiettano “Ti sposo ma non troppo”, tornerò presto in teatro con “Niuiòrc Niuiòrc”e con “Venti Fotici”, un esperimento teatrale particolarissimo con una scaletta ogni sera diversa. Il modo migliore per saper tutto di me è quello di tener d’occhio il mio sito www.francescofoti.it e di seguirmi sulla mia pagina Facebook e su Twitter (francescofoti1), dove sono piuttosto presente, dispensando anche un po’ di buonumore che non guasta mai!

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