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Invece di diminuire crescono i voli a Ciampino

Rabbia e sconcerto per le nuove rotte

Veltroni, Marrazzo e Gasbarra il 16 ottobre avevano preso impegni solenni. Avevano istituito anche un tavolo tecnico fra le parti interessate (Enac, Enav, AdR, Comuni di Roma, Marino, Ciampino, X Municipio, Provincia, Regione e rappresentanti dei comitati dei cittadini) per decidere lo spostamento dei voli low cost dall’aeroporto di Ciampino a Fiumicino.
Lo esigeva la salute dei cittadini asfissiati dai gas di scarico degli aerei che atterrano e decollano dalle piste situate a 150 metri dalle finestre delle abitazioni. Il tavolo non era approdato a nulla nonostante le richieste di riduzione di un traffico aeroportuale aumentato a dismisura dal 2001 in poi. Da 1 milione a 5 milioni di passeggeri l’anno.
L’Enac non si è dimostrata autonoma rispetto alle compagnie di volo. Tutte le istituzioni, Comuni di Marino, Ciampino, Roma-X Municipio, Provincia e Regione avevano convenuto che non si potesse continuare a gassificare i cittadini. Ma gli interessi della Rayanair, la principale compagnia low cost, si stanno dimostrando più forti delle istituzioni locali e dello Stato.
Ora finalmente, dopo tanto penare, ai cittadini è arrivata una risposta concreta: aumentano i voli. Roma-Bucarest dal 15 gennaio, Roma-Sofia dal 15 febbraio, Roma-Lione dal 16, Roma-Lodz dal 19, Roma-Madrid dal 23 febbraio, Roma-Stoccolma dal 25 marzo e infine il Roma-Madrid della Rayanair dal 1 marzo: 80 voli in più a settimana, 4.160 velivoli in più all’anno.

Una vera beffa che dimostra, da una parte, l’arroganza della Rayanair e, dall’altra, la debolezza dello Stato che sembra non avere sovranità sull’aeroporto di Ciampino. Questa compagnia irlandese ormai spadroneggia nel nostro Paese. E’ stata definita dal Ministro dell’ambiente del governo britannico ‘’la faccia irresponsabile del capitalismo’’. Ai dipendenti, da qualcuno definiti salariati fantasma, non vengono pagati i contributi e assicurata l’assistenza prevista dalla nostra legislazione. La Rayanair risulta essere una controllata della Texas Pacific group società forte di un capitale di 30 miliardi di dollari, vicina al clan Bush, e, guarda un po’, oggi in corsa per acquisire la nostra Alitalia. Non a caso sulle fusoliere dei velivoli Rayanair viene scritto, in modo arrogante e provocatorio, a caratteri cubitali, ‘’Arrivederci Alitalia’’. Insomma non si sfugge al sospetto che le difficoltà fallimentari in cui versa da tempo la nostra compagnia di bandiera, ora in via di privatizzazione, siano dovute anche a una concorrenza sleale messa in campo in questi anni dalla Texas Pacific group tramite il cavallo di troia della compagnia irlandese.
Un vero e proprio dumping concorrenziale che ha goduto di troppe complicità nel nostro paese e, in pari tempo, dell’incapacità dirigenziale e amministrativa del management Alitalia.
La principale complicità è stata quella di consentire l’uso di un aeroporto dentro un’area fortemente urbanizzata ai limiti del GRA, mentre in altri paesi Rayanair deve utilizzare scali a decine di km di distanza dalle grandi città: 70 da Barcellona, 100 da Stoccolma, addirittura a Charleroi in Belgio per la destinazione di Parigi.

A farne le spese sono i cittadini del nostro territorio che ogni giorno sono costretti ad inalare abbondanti dosi di scarichi di kerosene. Ora con i nuovi voli la dose quotidiana viene aumentata. Ma il movimento di protesta non si ferma, anzi si radicalizzerà in attesa di per poter scrivere il più presto possibile sui propri striscioni ‘’Addio Rayanair’’.

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