

Venerdì 13 luglio, ad Anzio, un ispettore della ASL RM/H è stato aggredito dal titolare dell’impresa edile presso cui svolgeva un controllo.
Il servizio ispettivo aveva precedentemente elevato contravvenzioni e sequestrato il cantiere per violazioni alle normative sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Servizio, oltretutto potenziato anche nella Capitale da qualche anno a questa parte, come ha evidenziato l’Osservatorio comunale su occupazione e condizioni di lavoro (https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=5320).
L’episodio di Anzio ha scatenato la rabbia e la preoccupazione della CGIL. In prima fila Pino Cappucci, Segretario Generale della CGIL – Camera del Lavoro Territoriale di Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco: “Oltre a condannare il grave episodio esprimo solidarietà a tutti i lavoratori dei servizi ispettivi che si trovano ad operare tra mille difficoltà di natura economica e logistica in un contesto di illegalità diffusa, perché spesso l’illegalità rimane impunita. Questa situazione è ancora più grave in un territorio come quello del litorale laziale al alto tasso di infiltrazione mafiosa. Chiederemo, per l’ennesima volta l’intervento delle istituzioni per ripristinare la legalità nei luoghi di lavoro.”
A riguardo si esprime anche Marco Carletti, Segretario Generale della Fillea – CGIL: “Questo increscioso e criminale episodio è la cartina di tornasole di una situazione grave, presente nei cantieri edili sia pubblici che privati del Litorale laziale. Un’impresa che reagisce con violenza nei confronti di un pubblico ufficiale, quale è un ispettore della ASL mentre svolge il proprio dovere, ci mostra con dura realtà a quale livello è ormai arrivata l’arroganza nella sistematica violazione delle regole e del rispetto della dignità dei lavoratori. Siamo giunti al punto di non ritorno. Ora chiediamo con forza che tutte le istituzioni dello Stato, in particolare INPS, INAIL, ASL, Ispettorato del Lavoro, Guardia di Finanza e Magistratura, si coordino in una task-force per un controllo a tappeto delle realtà produttive presenti nel comune di Anzio e nel Litorale Laziale. Per queste ragioni chiederemo l’intervento del Prefetto Serra”.
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