

A più di 4 anni dall’apertura, l’arteria che collega il GRA e la Centrale del Latte alla Nomentana è ancora "spenta"
Nel quadrante Nord-Est della capitale esiste una strada attesa da più di vent’anni. Si tratta della bretella che collega la Centrale del Latte di Roma (a ridosso del GRA) con il bivio Nomentana-Palombarese, presentata nel luglio del 2001 come la soluzione per “decongestionare la circolazione nell’area intorno alla via Nomentana” (Città mese, luglio/agosto 2001 – On. Massimo Bugli).
La strada in questione ha però una particolarità: è completamente al buio.
Infatti pur essendo perfettamente dotata di numerosi lampioni, questi non sono mai stati messi in funzione. Risultato: circa due chilometri di asfalto ultima generazione avvolti nelle tenebre. Eppure i lampioni ci sono; basterebbe accenderli.
Agenti della Polizia Municipale di zona, interrogati sulla questione, affermano che non ci sono fondi.
Stiamo parlando di una strada a due facce: di giorno, specie nelle ore di punta, colonna di vetture destinate verso la rotonda-imbuto posta all’incrocio con la via Nomentana; di notte, pista non illuminata per improbabili (e spesso giovanissimi) piloti. Per la serie: "guidare a fari spenti nella notte per vedere, se poi è tanto difficile morire".
La grande arteria, che nelle intenzioni avrebbe dovuto eliminare le estenuanti code sulla strettoia della Nomentana, rientra in una serie di “ammodernamenti” che sono tuttavia inadeguati alle esigenze della cittadinanza.
Qualche rapido esempio:
a cosa serve asfaltare qualche buca se sono sufficienti pochi millimetri di pioggia a mandare in tilt la viabilità della zona? Non sarebbe più utile investire in una rete fognaria all’altezza?
In attesa della Nomentana bis, perché non accendere il semaforo di Colleverde (presente, ma spento), che non risolverebbe di colpo la situazione, ma che certo una mano potrebbe anche darla?
E ancora, come dove sentirsi un automobilista che, dopo aver percorso le curve della Nomentana “alla cieca”, si trova di fronte ad una Fontenuova illuminata a festa, stile Champs Elisee?
C’è da constatare che siamo ben lontani dalle ottimistiche previsioni di poco più di 4 anni fa.
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