

Nella notte tra il 22 e il 23 luglio i cavalli “terapeuti” sono stati portati via
Nella notte tra il 22 e il 23 luglio i cavalli del Servizio di Ippoterapia di Villa Ada, che segue quarantasette bambini con disabilità, sono stati inspiegabilmente portati via, interrompendo in maniera brutale le terapie dei piccoli pazienti. Con loro, anche gli operatori hanno ricevuto repentine lettere di licenziamento: adesso, non solo è in pericolo il posto di seicento lavoratori, ma anche gli stessi servizi per circa mille persone con disabilità, la maggior parte delle quali con problemi di autismo.
Qualche giorno fa, Tiziana Biolghini, consigliere delegato alle Politiche dell’Handicap della Provincia di Roma, di fronte alla grave situazione, ha dichiarato: «Durante la fase di commissariamento nella gestione delle strutture della ONLUS Anni Verdi, la Provincia di Roma e la Regione Lazio si impegnano a rendere continuativa l’erogazione dei servizi assistenziali, in attesa di passare, a settembre, a una gestione definitiva».
Chi ha denunciato il fatto è stata Chiara Bonanno Madussi, mamma di uno dei bambini seguito da anni presso il Centro e creatrice del sito www.chiaraesimone.altervista.org, che ha come scopo quello di informare sulle condizioni di disabilità plurima e aiutare nella ricerca di specialisti e delle varie forme di approccio terapeutico.
«Li hanno portati via… sono venuti nella notte, come dei ladri. Li hanno portati via caricandoli sui furgoni. Loro li avranno seguiti fiduciosi, troppo buoni per comprendere che sarebbe stato il loro ultimo viaggio – scrive Chiara Bonanno Madussi – Erano avvezzi alla condiscendenza, abituati com’erano a lavorare con dei bambini. I bambini più fragili, quelli più indifesi, più sfortunati, quei bambini che, strano a dirsi, non sapevano nemmeno che si potesse imparare giocando. E loro, così massicci e imponenti, avevano il compito d’insegnare proprio a questi bambini.
In cambio non chiedevano grandi cose: qualcosa per sfamarsi, qualcosa per coprirsi e a volte per curarsi… perché gli anni cominciavano ad essere parecchi e gli acciacchi dell’età si facevano sentire… Però l’essere anziani per loro era un vantaggio: ce ne voleva di esperienza per accettare quei bambini che a volte, soprattutto all’inizio, piangevano e tiravano calci, urlavano, mordevano o strappavano. Ce ne voleva di pazienza! Lunghe ore in piedi a camminare piano, a fermarsi e poi riprendere la lenta marcia… attenti e concentrati per quei preziosi fardelli trasportati…
Ma la stanchezza e gli acciacchi lasciavano il posto ad un senso di protezione, quando la bocca spesso imbronciata di quei bimbi si apriva in un sorriso, quando le piccole mani esitanti si allungavano in eccezionali carezze, quando il naso si tuffava nei palmi di quelle piccole mani annusando il dolce, il fragile, l’indifeso…
Li hanno portati via… non abbiamo fatto in tempo a proteggerli, alla fine erano più soli ed indifesi dei nostri bambini. Li uccideranno… e mi scusino il lettori se disturbo per dei cavalli, ma per me, dopo anni in cui li ho visti lavorare, è difficile considerarli dei semplici animali».
I genitori e gli operatori si sono immediatamente rivolti alle amministrazioni locali e regionali, per evitare inoltre che un servizio così importante, sia per la riabilitazione fisico-cognitiva che per la socializzazione di tanti piccoli pazienti, possa cessare.
L’assessore ai Servizi Sociali del II Municipio di Roma, Elena Improta, e il delegato per l’Handicap del Sindaco, Ileana Argentin, si sono impegnati per riattivare il servizio almeno per le prime settimane di agosto.
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