

Il programma urbanistico prevde oltre 13.600 metri quadrati di residenziale e 2.500 di commerciale nel quadrante sud della Capitale
Un’imponente colata di cemento pronta a calare su un quadrante stradale già quotidianamente paralizzato dal traffico pendolare.
Nel Municipio X si riaccende lo scontro sullo sviluppo urbanistico dell’area “Parchi della Colombo”, un piano che prevede l’edificazione di oltre 13.600 metri quadrati di Superficie Utile Lorda a destinazione abitativa, affiancati da più di 2.500 metri quadrati riservati alle attività commerciali.
A guidare l’offensiva politica e la mobilitazione di quartiere è la consigliera municipale di Fratelli d’Italia Sara Adriani, che insieme a un’interrogazione scritta presentata in Assemblea Capitolina ha formalizzato la richiesta di convocazione urgente della Commissione Trasparenza e lanciato una raccolta firme sul territorio.
Il punto critico sollevato dall’opposizione riguarda l’impatto insostenibile che centinaia di nuovi nuclei familiari e relative vetture avrebbero su una rete viaria rimasta ferma ai parametri di trent’anni fa.
L’imbuto viario: Il progetto immagina la realizzazione di un nuovo snodo semaforico lungo via Ermanno Wolf Ferrari e un punto d’accesso diretto dalla carreggiata complanare della Cristoforo Colombo.
L’allarme sicurezza: L’intersezione finita nel mirino è da tempo catalogata tra i “Black Points” della viabilità romana per la frequenza e la gravità dei sinistri stradali. “Inserire centinaia di auto in un quadrante saturo senza adeguare prima le strade significa condannare i cittadini a restare bloccati nelle ore di punta” denuncia Adriani.

Oltre alla paralisi della mobilità, i fari sono puntati sulla tenuta idraulica della zona. La rampa d’accesso prevista sulla Cristoforo Colombo andrebbe infatti a sovrapporsi a un’area classificata a pericolosità idraulica elevata (P3/Fascia A), sfiorando direttamente l’alveo del Canale Palocco.
A sollevare forti dubbi è la scelta tecnica di posticipare la definizione esecutiva delle opere di contenimento e della vasca di laminazione alle fasi successive del cantiere.
Da qui la richiesta del Municipio X di chiamare a rapporto in Commissione i vertici del Consorzio di Bonifica Litorale Nord e le direzioni urbanistiche del Comune, ribadendo il principio che nessun lavoro privato debba partire prima della messa in sicurezza preliminare delle infrastrutture e del territorio.
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Solite storie, trite e ritrite. Via libera al cemento ea agli insediamenti abitativi senza un criterio e, soprattutto, alla faccia di chi vive quasi tutti i giorni i problemi vi viabilità sulla Cristoforo Colombo in particolare durante le ore di punta verso l’Eur sua all’andata che al ritorno. Invece di realizzare un grande “polmone” verde in quella zona si preferisce edificare, senza idonei servizi di trasporto pubblico, pur sapendo che questo contribuirà a rendere ancora più difficile la già complicata situazione del traffico privato. Ancora una volta il benessere dei cittadini viene messo non in secondo piano ma sottozero con la complicità di chi dovrebbe gestire in maniera equilibrata e sensata il patrimonio pubblico. Tutto questo alla faccia della tanto propagandata politica “green” (solo sulla carta) ma, nei fatti, colpevolmente ignorata. Ma noi metitiano tutto questo?
Ancora una volta constatiamo che i partiti sinistroidi predicano bene con il “green green green’ ma poi razzolano male volendo impiegare il “cemento”. È una storia che conosciamo molto bene; contestano a gran voce tutto ciò che viene ideato dalle altre forze politiche con false accuse per poi fare tutto facendo credere che lo fanno per il bene pubblico. Sono veramente logorati dalla voglia di potere a tal punto che sarebbero disposti a mentire spudoratamente per ottenerlo.
Meditate e fate vedere che sono seri, realistici e, soprattutto, intelligenti e colti chi non vota per LORO.