Laboratorio Analisi Lepetit

La Dirigente scolastica della scuola “Iqbal Masih” sulla vicenda della Pisacane

Salacone: "a quale miseria culturale stiamo arrivando?"
riceviamo e pubblichiamo - 20 Maggio 2009

Il Collegio dei docenti e il Consiglio di Circolo della scuola “Carlo Pisacane” hanno deliberato all’unanimità la proposta, già inviata all’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, di cambiare nome alla Scuola: chiedono di intitolarla a Makiguchi, noto pedagogista giapponese.
Makiguchi, maestro e poi direttore didattico, elaborò una pedagogia nonviolenta, che mise al centro dei percorsi di istruzione i temi dello sviluppo sostenibile e dell’educazione ai valori universali di umanità e solidarietà.
Morì in carcere per gli stenti, durante la seconda guerra mondiale, per aver rifiutato l’adesione allo shintoismo, in quegli anni veicolo di un efferato bellicismo, che portò l’impero Giapponese ad allearsi con l’Asse nazifascista e produsse morti e rovine nei Paesi dell’area del Pacifico.
La sua pedagogia si diffuse in tutto il mondo attraverso i suoi discepoli.

Una mostra itinerante, dal titolo “Semi del cambiamento” sta girando per tutto il mondo e il video sullo sviluppo sostenibile, prodotto all’interno dei materiali della mostra stessa, è stato premiato lo scorso anno dall’ONU.
Le opere di Makiguchi sono state pubblicate negli anni ‘80 nella collana pedagogica della Nuova Italia.
Lo scorso anno le scuole del Municipio VI , su sollecitazione di alcuni docenti del Liceo “Benedetto da Norcia”, dell’istituto Professionale “Piaget” e della stessa scuola “ Pisacane”, con il patrocinio del Municipio VI, hanno ospitato la mostra, a cui si sono aggiunti lavori di molte classi di diverse scuole di Roma Est .
La mostra è stata anche oggetto di interesse per esperti di scuola di tutta Europa, ospitati per un progetto ARION a Roma nello stesso periodo.

La scuola “Pisacane” è stata al centro nei precedenti anni scolastici di una ingiusta nonché sterile polemica per la presenza, peraltro gestita benissimo dalle insegnanti, di un’alta percentuale di alunni stranieri nelle classi, dovuta alle caratteristiche del territorio, dove ormai abita in maggioranza popolazione migrante e dove la popolazione italiana invecchia.
Leggo il cambio del nome come una proposta che mira a voltare pagina, a superare la conflittualità e a guardare al futuro con occhi di pace.
Il nome “Pisacane”, peraltro splendido, perché appartenente ad un eroe risorgimentale formatosi alle idee del socialismo utopico, a cui facevano riferimento molti aderenti alla carboneria , resterebbe alla scuola dell’infanzia comunale, ospitata nello stesso edificio della scuola primaria.
Pensare, come è stato detto da alcuni genitori e come è stato enfatizzato dai mezzi di comunicazione che tale proposta rappresenti una sfida e un’offesa (a chi, poi? all’”italianità” della scuola, agli abitanti che vedono messa in crisi la loro identità nazionale?al quartiere che si sente “assediato” dai cittadini migranti?) denota ignoranza e provincialismo.
Sarebbe come dire che non si possono intitolare scuole a Kant o a Steiner o a Einstein perché tedeschi, a Pestalozzi perché svizzero., o a Gandhi perché indiano.

Ma dove stiamo andando?
Ma a quale miseria culturale stiamo arrivando?
Un’agenzia ANSA comunica addirittura che l’Assessore Marsilio avrebbe richiesto la rimozione della Dirigente scolastica.
Esprimo tutta la mia solidarietà al Collegio, al Consiglio e alla dirigente del IV Circolo didattico e mi auguro che altre voci di persone di scuola, pedagogisti, intellettuali vorranno aggiungersi alla mia.

Simonetta Salacone – Dirigente scolastica della scuola “Iqbal Masih”


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