Categorie:

La doppia anomalia del XX Municipio

Ha la sede sul territorio in un altro Municipio ed è l'unico con una giunta di centrodestra

Il XX Municipio si estende da Ponte Milvio a Cesano ma la sua sede istituzionale (con gli uffici amministrativi) e l’Ufficio Tecnico si trovano, l’una in via Poma, l’altro in via Sabotino, entrambi a pochi passi da piazza Mazzini e perciò sul territorio del XVII Municipio. Nel corso di questi ultimi venticinque anni, pure nelle stanze che contano, si è sempre parlato di un trasferimento dei suoi uffici all’interno del suo territorio naturale. Si sono individuati i locali, avviate discussioni, ma il problema della anomala dislocazione geografica, tranne che per l’Ufficio Cultura (per il quale si è trovata una sistemazione al numero 472 di via Cassia), è tuttora in piedi.

Con grande sollievo degli operatori del servizio anagrafico del limitrofo Municipio XVII, alleggeriti dei loro potenziali carichi di lavoro. Del resto, da anni ormai il XX Municipio è punto di riferimento certo per la soluzione di problemi attinenti a tale servizio (o per le informazioni tout court), oltre che per una cospicua parte di utenza residente, per tutti quei cittadini che giornalmente hanno a che fare con studi legali, enti e istituzioni vicine (Rai, Tribunale civile, Corte dei Conti).

L’altra anomalia, effetto del recente voto amministrativo per il rinnovo dei parlamentini municipali, è squisitamente politica. Il XX Municipio, infatti, è l’unico (su 19) a poter contare su un presidente di centro-destra. Si sostiene che la vecchia circoscrizione ha una base elettorale storicamente conservatrice, che in passato vi hanno sempre governato maggioranze democristiane o pentapartitiche . Nessuna sorpresa, quindi, che il centro destra , anche stavolta, seppure per un pugno di voti e scongiurando in extremis uno storico e umiliante “cappotto”, sia riuscito a riconfermare il presidente uscente Fasoli (AN).

Ma chi non ha memoria corta ricorderà come anche la sinistra, nel XX Municipio, quando ancora il presidente era emanazione del Consiglio circoscrizionale, ebbe il suo momento di gloria. In quella seduta straordinaria dell’autunno 87, alla quale eravamo presenti, i numeri davano per scontata l’elezione del candidato democristiano. Seduta senza intoppi, si diceva, un’ora e tutti a casa. Le cose, però, per la costituenda maggioranza non filarono per il verso giusto perché tre franchi tiratori democristiani e uno repubblicano decisero di votare il candidato del Pci. Così Giuliano Baiocchi, ex partigiano comunista, con un’insperata quanto risicata maggioranza, inopinatamente, divenne presidente del Municipio XX. Ma l’anziano partigiano la resistenza la sapeva fare sul serio tanto è vero che ostruzionismi e mozioni di sfiducia non bastarono per impedirgli di arrivare “indenne” alla fine del mandato. E con risultati eccellenti se si pensa, per esempio, alle sue documentate denuncie sulle lottizzazioni abusive nel Parco di Veio o all’adozione di misure di salvaguardia dell’ambiente e dell’occupazione artigiana minacciati dai cantieri di “Italia 90”, talvolta disinvoltamente allestiti.

Presidenza Baiocchi come metafora del governo Prodi? Noi speriamo nello stesso lieto fine.

Alvaro Colombi

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento