

Pari tra Giorgio Marinelli e Michele Di Rocco per il titolo italiano dei super leggeri e quello dell'Unione Europea
Il 9 giugno allo stadio della Pallacorda, ora Nicola Pietrangeli (Fori Imperiali), organizzata dal Buccioni Boxing Teama, la preoccupazione maggiore sembrava essere il clima che fortunatamente ha retto per tutta la serata permettendoci di assistere ad uno dei più bei match proposti in Italia, per quest’anno e probabilmente oltre. Parterre d’eccezione: oltre le istituzioni della Federazione e del Comitato, gli organizzatori Conti Cavini e Davide Buccioni anche Maurizio Stecca allenatore azzurro e Francesco Damiani.
Si parte con tre incontri dilettantistici che infiammano le tifoserie quasi più di quelli professionistici. Gli spalti pieni, sia da una parte che dall’altra hanno ricreato un po’ quell’atmosfera da stadio, adrenaliica, allegra e positivamente rumorosa, che da qualche tempo non si respira nemmeno nei veri templi del calcio.
Primo match al limite dei Mediomassimi tra Cataldo (Santa Marinella) e Buccheri della Boxe Casalbruciato, appoggiato da una tifoseria mai stanca. Dopo la vittoria del pugile di casa, in parte superiore sia in tecnica sia in energia e potenza si assiste ad un momento di confusione sul ring causato probabilmente dal disappunto di qualcuno in disaccordo con il verdetto. Qualche secondo e si riparte.
Secondo match, per la categoria pesi welter tra Domarin della Laima Team, accompagnato dal maestro Eugenio Agnuzzi e Ranalli della Body Work. Vittoria per il secondo per RSCH. Domarin è un bravo pugile che manca ancora però dell’esperienza necessaria per vincere su pugili più navigati con Ranalli. Un plauso però al maestro Agnuzzi che gli offre ottimi placonsenici per fare esperienza.
Ultimo match dilettantistico tra Marino Bucciarelli (Ceccano) e il già ben conosciuto Vittorio Oi della palestra Audace, introdotto dallo speaker con una maggiore enfasi di quanto non abbia fatto con gli altri. Match a nostro avviso equilibrato che presenta anzi, alcune ottime uscite di Bucciarelli. La vittoria però va a Vittorio Oi che non privo di un energia devastante.
L’onore dell’ouverture professionistica va Emanuele “Ruspa” della Rosa (7-0-0,5ko) contro il francese Pascal Sow (3-3-0) per la categoria pesi welter. Promo round di studio con qualche tentantivo di attacco, ma pochi i colpi andati a segno per entrambi. Secondo round sfortunato per il francese, che dopo una scivolata fortuita, cade sotto i colpi di Della Rosa, meno potenti e precisi del solito a nostro avviso, e viene contato dall’arbitro. All’inizio della terza ripresa, una ferita all’occhio del francesce, provaocato probabilmente dal un colpo non intenzionale inferto con il guantone sinistro di Della Rosa, preoccupa l’ arbitro a tal punto che decide di interrompere il match. Della Rosa mantiente il suo record immacolato vincendo per KOT.
Secondo match al limite dei Supermedi, quello tra Matteo Sciacca (1-4-1,1ko), pugile italiano di stanza in germania, contro la punta di diamante dei sottoclou “buccioniani”: Mouhamed Ali Ndiaye (5-0-0,4ko) che si presenta in forma smagliante. Al contrario del suo avversario, a dire il vero, il evidente sovrappeso che però non sembra preoccuparlo. Sin dal primo round si lancia in attacco svelando quella che sarà la sua “tattica” per tutto il match: una granitica forza di volontà mal equilibrata dalla tecnica, di cui è praticamente privo. Nel secondo round Sciacca provoca e invita l’avversario a colpirlo che non se lo fa ripetere due volte. Ndiaye mette a segno degli ottimi colpi che trovano però un buon incassatore. Scivolone per Sciacca sempre nella seconda ripresa e finale prima del limite anche per questo match. L’arbitro Barrovecchio decide di fermare il match notando probabilmente un disequilibrio eccessivo e regalando al pugile della BBT una vittoria per KOT alla terza ripresa.
Si arriva al match clou puntuali per la diretta di Rai Sport Sat, con l’immancabile Nino Benvenuti, e con un pubblico alle stelle. La “curva” di Marinelli ricrea il tricolore con enormi fogli colorati mentre quella di Di Rocco si fa sentire con trombe da stadio, tamburi, campane e campanacci vari.
Primo round equilibrato che prepara la strada ad un secondo decisamente più energico, in cui entrambi i pugili cominciano a “fare sul serio”. Scivolone di Di Rocco, ovviamente non considerato, che sembra però presagio del KD dello stesso nella quinta ripresa. L’”incidente” dell’avversario da a Marinelli l’energia per lanciarsi all’attacco e colpire a serie il pugile umbro che ha bisogno di qualche secondo per ritornare in forma. Match globalmente equilibrato, con un Marinelli alla grande, che siamo sicuri, se gestito bene e lanciato in sfide importanti come questa anche in futuro saprà dare il meglio di sé. Di Rocco, d’altra parte, mostra tutta la sua esperienza che gli consente di arrivare ad un pari. Cartellini 95-95, 94-95, 95-94, che corrispondono a quello stilato da noi e da altri addetti ai lavori della stampa. Malumori da una parte e serena tranquillità da altre. Il pubblico di Di Rocco protesta calorosamente, così come anche l’organizzazione ed alcuni giornalisti, convinti di un vantaggio di almeno un punto del pugile umbro non sembrano completamente convinti. Il risultato però, per quanto un pari non dia mai troppe emozioni, ci sembra quello più giusto in questo caso. Entrambi hanno dato vita ad un match eccellente, emozionante che ha lasciato il pubblico, poco abituato a spettacoli del genere in terra patria, con la gioia dell’esserci stati.
Parentesi con premazione a Daniele Petrucci, giovane pugile della scuderia BBT e ultimo match per Domenico “Vulcano” Spada e Joseph Sarkody. Match senza troppa storia. Spada, desideroso di allenamento, ha dato l’impressione di voler prolungare i giochi proprio per soddisfazione sua e del pubblico contro un avversario davvero poco consistente. Vittoria per il Vulcano per KOT al sesto round.
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