

Al Parco degli Acquedotti non si dimenticano i 947 deportati del Quadraro. Esilarante show Cinzia Leone
1- Sisto Quaranta, Silvio Di Francia e Sandro Medici. 2- Cinzia Leone.
Sisto Quaranta sembra ancora un ragazzino come lo era 63 anni fa, in quell’alba tiepida del 17 aprile ‘44, quando le milizie naziste, armate fino ai denti, accerchiarono il Quadraro e tra le urla disperate delle donne trascinarono via tutti, 947 lavoratori diretti ai campi di concentramento.
Con parole forti, commoventi, intrise di memoria viva, racconta (il 14 aprile 2007) la storia vera, quella dei nostri nonni e del nostro territorio, a un pubblico stretto stretto sotto al palco montato nel Parco degli Acquedotti, dietro la chiesa di San Policarpo, per l’iniziativa Q44, dedicata alla memoria dei deportati del Quadraro.
Insieme si rivivono quei momenti tragici e i due viaggi in treno, il primo, quello che portava i “volontari” ai lavori forzati e l’altro, quello della speranza, che dopo la liberazione americana sbarcava in una Roma caotica, preda dei borsari neri, ma pronta a ricominciare.
E poi si ride, perché dopo le memorie di Sisto, sul palco sale Sandro Medici, presidente del X municipio, che ha fatto gli onori di casa ed al fianco dell’assessore comunale alla Cultura Silvio Di Francia, ha presentato in modo gioviale l’iniziativa, coadiuvato da Andrea Rivera che con la sua comicità folgorante ha intrattenuto il pubblico fino all’arrivo di Cinzia Leone, grande artista, tanto a livello umano che dello spettacolo.
Sono le 21,30, piove, si aprono gli ombrelli, ma nessuno si muove tanto è contagiosa e coinvolgente la comica romanità di “Tante idee… Molto confuse”, lo spettacolo della Leone, in replica gratuita in questa manifestazione.
Qualche parolaccia, qualche balletto esilarante, e gli sketch partono a catena, improvvisati o preparati non c’è alcuna differenza, la Leone giunta alla sua maturità artistica sul palco ci sguazza e gli spettatori annegano nelle risate e non se ne vorrebbero più andare.
E sì, perché i grandi drammi della quotidianità di ognuno vengono travolti dalle risate, si fanno piccoli, piccoli e volano via dalla finestra come il telefono in una delle tante scene catartiche e riappacificatorie con se stessi dello spettacolo.
“E’ vero, a noi ce rode tanto, tanto er culo!”- si grida tutti in un gesto di liberazione collettiva, poi ci si fionda li sotto per qualche foto, un abbraccio e un saluto alla magica Cinzia Leone, una botta di vita sopra la cortina di inquinamento (acustico ed aereo) del Quadraro dei giorni nostri.
L’iniziativa molto ampia ed articolata è iniziata venerdì 13 aprile 2007 con cubani, senegalesi, argentini, uniti dalla musica e da una città, Roma, che li ha accolti, fanno conoscere melodie che traggono linfa e radici da tradizioni culturali diverse, distanti, multietniche e che hanno reso celebre l’Orchestra di Piazza Vittorio. Centinaia di persone di tutte le età sono restate come ipnotizzate dall’alchimia ritmica e melodica dell’Orchestra.
Molto visitati anche gli stands, la mostra fotagrafica con le storie dei deportati. Ha riscosso molto interesse anche il Comitato No-fly di Ciampino che ha discusso a lungo sull’inquinamento aereo, la nuova piaga anche per il X municipio.
La commemorazione al Quadraro del 17 aprile
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