

Presentati alla Sapienza alcuni dei risultati dell'indagine sulla sicurezza svolta dall’EURES
Giovedì 5 luglio presso la Sapienza sono stati presentati in anteprima alcuni dei risultati di una indagine sulla sicurezza svolta dall’EURES per conto dell’Assessorato alle Politiche Attive del Lavoro ed alla Qualità della Vita della Provincia di Roma.
Dal seminario di presentazione è emerso come il livello di sicurezza percepita di un luogo o di una situazione sia spesso molto lontano dal dato oggettivo legato alla effettiva pericolosità di un contesto. Roma, come tasso di criminalità e violenza si attesta a livelli molto inferiori rispetto alle altre città europee e negli ultimi vent’anni si è registrato un calo costante della tendenza a delinquere fra le strade della capitale, a questo dato si accompagna però una controtendenza degli ultimi anni che vede un aumento della criminalità soprattutto nei piccoli centri della provincia.
Nonostante i dati quantitativi sul numero di reati per cittadino siano contenuti, il livello di sicurezza percepita rimane molto basso e la domanda di sicurezza tende ad aumentare, basti pensare che nella provincia di Roma per oltre il 90% della popolazione il senso di sicurezza influisce sulla qualità di vita e che oltre il 60% è disposto a spendere una media di 900€/anno per tutelarsi. In particolare le fasce che maggiormente risentono dell’incertezza sono le più deboli: le donne e gli anziani. Una categoria che sembra essere particolarmente impaurita nella vita di tutti i giorni è quella di coloro che hanno subito un reato (circa 1 persona su 3), questi, anche a distanza di tempo, continuano a sentirsi molto più insicuri degli altri, confermando come l’essere vittima di abusi sia una esperienza totalizzante, pervasiva e duratura .
E’ normale che nelle metropoli ci si senta più vulnerabili anche se non si è in presenza di un vero pericolo, come ha spiegato il prof. Donolo, in città il singolo si muove spesso da solo e si sente più facilmente esposto a rischi di natura globale, come il terrorismo o le catastrofi naturali, basti pensare a quanti hanno smesso di prendere la metropolitana dopo gli attacchi dell’11 settembre. Nonostante da oltre 60 anni non assistiamo ad eventi bellici sul nostro territorio e, rispetto a 30 ani fa, il numero di omicidi si sia drasticamente ridotto, il senso di insicurezza è sempre più diffuso, tale fenomeno sembra essere legato anche a ragioni di carattere economico. La società dei consumi ed il benessere hanno reso accessibili molti beni materiali che prima per le famiglie erano impensabili, il possesso di queste, se da un lato ha portato all’aumento della qualità della vita dall’altro ha generato un maggior timore che quanto si è acquistato possa essere sottratto.
Inoltre il mercato italiano è costruito sulle Piccole e Medie Imprese, per le quali subire un evento criminoso assume un peso molto maggiore che per le grandi aziende che riescono ad ammortizzare i costi più facilmente.
La conseguenza della forte percezione di insicurezza è la crescente richiesta da parte dei cittadini di aumentare i sistemi di controllo, spesso rinunciando a parte delle proprie libertà per sentirsi più protetti.
Secondo l’Assessore Gloria Malaspina, intervenuta al seminario, occorre muovere politiche di inclusione sociale affinché le fascie più deboli non siano indotte a delinquere, ma anche proporre iniziative volte a sgretolare le paure infondate dei cittadini al fine di far loro riprendere luoghi e territori che hanno abbandonato. Fra i progetti della Provincia di Roma l’Assessore ha raccontato di come si stia cercando di rendere la metropoli più vivibile per i bambini attraverso iniziative che invoglino i genitori a mandare i figli a scuola da soli oppure riaprendo strade e parchi ai bambini abolendo quel regolamento comunale che negava ai ragazzi di giocare a pallone per le strade.
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