

Prima città metropolitana e poi distretto federale
In un articolo su Il Messaggero del 23 maggio a firma Fa.ro. (Fabio Rossi) che qui di seguito riportiamo sono anticipate le linee fondamentali della riforma della città.
Una riforma Capitale in due mosse: la prima, da attuare rapidamente con legge ordinaria, per la creazione della città metropolitana. La seconda – ben più importante ma legata ai lunghi processi di modifica della Costituzione – per fare di Roma e del suo hinterland un distretto federale, nell’ambito di un Lazio diventato regione a statuto speciale. È questa la proposta che il sindaco Gianni Alemanno avanzerà a governo e parlamento, cercando l’accordo con il governatore Piero Marrazzo, per riformare il ruolo della Città eterna, dotandola di poteri legislativi simili a quelli che già posseggono altre capitali europee, ma con un modello ispirato soprattutto al District of Columbia di Washington.
Alla riforma lavorerà anche il gruppo di lavoro bipartisan che Alemanno nominerà sulla falsariga della “commissione Attali” del presidente francese Nicolas Sarkozy. Nel primo step ipotizzato, quello della città metropolitana, il Campidoglio accentrerebbe semplicemente le competenze di Comune e Provincia, lasciando invariate quelle della Regione e dello Stato: in questo modo i Municipi diventerebbero Comuni metropolitani. Più complesso il secondo passaggio, che sarebbe legato alla generale riforma del Paese in senso federalista. Con la trasformazione in distretto federale, infatti, Roma si sosterrebbe in gran parte con le entrate fiscali prodotte dal suo territorio. Il Campidoglio otterrebbe poteri legislativi su polizia locale, trasporto pubblico, urbanistica, servizi socio-sanitari e sviluppo economico.
Una svolta epocale, che dovrebbe passare per l’inserimento del Lazio nel club delle regioni a statuto speciale, per evitare una difficile convivenza istituzionale con un Comune dalle competenze dilatate. I tempi per la presentazione del progetto sono stretti: ieri Alemanno e Marrazzo hanno concordato l’istituzione di una commissione congiunta, presieduta da una personalità di alto livello, e l’elaborazione entro 30 giorni di una proposta condivisa di modifica costituzionale. «Sarebbe un’ottima premessa per scelte condivise – spiega il sindaco – in modo che in Parlamento arrivi un testo già condiviso, per rafforzare Regione Lazio e rafforzare Roma Capitale».
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