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La rinascita del parco degli Acquedotti

Continua la bonifica degli ex orti, tra storie di miseria e di dolore

1- La ruspa al lavoro. 2- I ruderi che ‘tornano alla luce’. 3- Gli sfollati. 4- Angelo Allegretti e Camilla Miceli, i genitori di Tiziano il ragazzo scomparso dal 2005.

Martedi 31 luglio, continua con celerità lo sbancamento della prima parte di circa 8 ettari di territorio del parco interessato alla bonifica.

Le ruspe stanno continuando ad abbattere decine di baracche da dove a piccoli gruppi escono povere anime senza nulla che poche cianfrusaglie portate via su scalcinati carrelli "presi" in prestito dai supermercati del quartiere.

Povere storie di immigrati sudici, scalzi, intontiti dal fragore delle ruspe che inesorabilmente continuano il loro lavoro "ingrato" a detta dei manovratori ma indispensabile.
Tentando di comunicare con alcuni di loro cerchiamo di capire che destino li aspetta.
D) "Cosa farete ora, dove andrete?"
R) "Noi non sappiamo, andiamo!"
D) "Ma quanti siete?"
R) "Quattro, fratello, sorella, amico".
E con occhi tristi si allontanano con le poche cianfrusaglie che sono riusciti a recuperare e a portar via.

Ma questa è solo una piccola, seppur triste storia, girando per la zona di bonifica abbiamo incontrato due persone che stanno vivendo una storia di dolore e disperazione da oltre 2 anni.

Angelo Allegretti e sua moglie Camilla Miceli, da oltre due anni sono alla ricerca del figlio Tiziano scomparso in circostanze misteriose nel parco degli Acquedotti.

"Mio figlio – ci dice Angelo Allegretti – è svanito nel nulla in questo parco il 5 maggio 2005. Abbiamo trovato dopo qualche tempo il suo cellulare e poi, il suo motorino, in un fosso del parco. Dopo 2 anni ancora siamo in cerca di una risposta, le autorità hanno ritenuto di archiviare il caso come se si fosse trattato di un semplice scippo, lasciandoci soli, siamo qui nella speranza di trovare un indizio che ci possa ricondurre a quel 5 maggio 2005.
Tiziano aveva 26 anni amava e conosceva bene il parco".

La bonifica di tutta l’area interessata prevede circa quattro settimane di lavoro per riportare il parco alla sua naturale identità, tornerà ad essere naturalizzata da nuove piante e nuovi alberi, in un accordo con i coltivatori onesti le coltivazioni saranno spostate in un’area dell’Inps a ridosso della ferrovia.

Entro il fine settimana inizierà la bonifica della seconda parte interessata, parte che vede coinvolti i proprietari più accaniti e non disponibili a lasciare facilmente il loro orto.

Sullo sfondo i ruderi di epoca romana, e un parco che stà tentando di tornare a nuovo splendore cercando di avere maggiore considerazione di quante ne abbia avute finora.

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