La seduta di Consiglio del IV Municipio dell’8 giugno 2022

Solidarietà al ragazzo aggredito a Colli Aniene ad aprile. Prevenzione delle truffe ai soggetti deboli e discussione sulla cittadinanza ai diciottenni figli di stranieri al centro del dibattito
Marco Picozza - 8 Giugno 2022

Prima di dare inizio ai lavori preventivati nell’ordine del giorno, è stato accolto in aula Matteo Valentini, il ragazzo che nella notte del 9 aprile aveva subito una tremenda aggressione in via Sacco e Vanzetti a Colli Aniene ed era per questo finito in coma all’ospedale a causa di diverse fratture alla scatola cranica. I consiglieri e la giunta (anch’essa presente in aula) hanno voluto in questo modo esprimere la loro solidarietà unanime in un’occasione che, come sottolineato dal Presidente Umberti, ha rappresentato “un momento di unità a prescindere dalle diverse posizioni politiche rappresentate”. Matteo, seduto allo scranno della Presidenza, ha ringraziato tutti i presenti e ha raccontato le sue emozioni nel ricordare l’accaduto, sottolineando quanto sia stata forte la vicinanza che ha sentito in questo periodo da tutti coloro che l’hanno circondato. Durante la mattinata la Giunta nell’accogliere Matteo gli ha fatto dono di un bonsai che, ha aggiunto Umberti “lo rappresenta al meglio: simbolo di vita, di forza, di equilibrio, di armonia e di semplicità.”

Al termine di questo incontro che ha suscitato emozione in tutti i presenti, si è quindi passati allo svolgimento delle attività previste con l’inizio dell’analisi dei diversi punti all’ordine del giorno.

La Seduta del Consiglio

Il primo argomento trattato è stato l’esame di un parere in merito al tema delle Occupazioni di suolo pubblico. La Presidente della Commissione Attività Produttive Annalisa Garofalo ha illustrato la delibera capitolina secondo cui è prevista una semplificazione delle norme amministrative fino al 31 ottobre 2020, e contestualmente una rimozione a partire dal 1° luglio delle OSP da parte del Municipio in tutti i casi dove venga rilevata la sussistenza dei requisiti necessari. Dal 1° novembre inoltre decadranno tutte le attuali OSP concesse in emergenza, e questo perché sul territorio romano sono presenti moltissime occupazioni che attualmente contrastano con le norme paesaggistiche o di tutela dell’handicap e che furono appunto concesse in deroga durante l’emergenza sanitaria. Tali OSP inoltre, dal 1° luglio vedranno un pagamento da parte dei proprietari delle attività, pagamenti che -sempre per un motivo emergenziale- fino ad oggi non erano stati previsti. Intervenuta sul tema, la consigliera Roberta Della Casa (M5S) esprimendo i suoi dubbi in merito, chiedendosi da che parte debba stare, se dalla parte della difesa delle attività produttive del territorio o da quella della lotta all’abusivismo, poiché il provvedimento va a chiedere soldi a chi ha presentato domanda ma non si occupa di monitorare l’abusivismo di chi ha occupato il suolo pubblico senza aver fatto alcuna domanda di occupazione di suolo pubblico. La consigliera Sarah Pelliccia, nell’annunciare il voto favorevole del suo gruppo, ha risposto ai rilievi sottolineando che -pur essendo consci delle difficoltà e dei disagi creati prima dal Covid e poi dall’incremento dei prezzi dovuti al conflitto in Ucraina- è compito dell’amministrazione adoperarsi per il contrasto del fenomeno del cosiddetto “tavolino selvaggio” che spesso crea disagi alla cittadinanza a partire, in molti casi dalla riduzione delle sedi pedonali e nello specifico degli spazi per il transito dei disabili. Il provvedimento è stato quindi approvato coi soli voti della maggioranza.

Si è quindi passati all’esame di una mozione presentata da tutti i capigruppo di maggioranza, dal titolo “Prevenzione delle azioni fraudolente a danno dei soggetti vulnerabili e supporto alle vittime di tali fattispecie criminose”.  La mozione, presentata dal consigliere Fulvio Pastorelli (Lista Civica Gualtieri) è stata descritta come un atto inerente le truffe ai danni di soggetti vulnerabili, sottolineando come si tratti di atti compiuti senza alcun tipo di violenza fisica, ma con ampi risvolti psicologici, soprattutto perché compiuti quasi sempre nei confronti di soggetti anziani e soli. “Un fattore molto importante da prendere in considerazione” ha proseguito Pastorelli “è il dopo, poiché le persone spesso si vergognano, non denunciano, e ciò alimenta il ciclo della paura”. Per cercare di interrompere questo ciclo, il proponente ha portato ad esempio l’approccio vincente nordamericano in materia, laddove la prevenzione di questo tipo di crimini grazie all’aiuto partecipato di forze dell’ordine e dei vari cittadini del tessuto sociale hanno portato in molti casi all’abbassamento del crime rate (tasso di criminalità). Nelle intenzioni dei sottoscrittori, tale atto parte si pone due obiettivi centrali: da un lato rendere edotte le persone sul tema di questo tipo di pericoli, preallertando in particolare i soggetti più deboli; inoltre si pone l’obiettivo di mettere in piedi un sistema in grado di poter tutelare chi è rimasto suo malgrado vittima di tali abusi, con provvedimenti che possano ad esempio istituire sportelli dedicati di sostegno psicologico a tutela delle vittime. Gli interventi dell’opposizione sono stati tutti a sostegno del provvedimento, cui i capigruppo hanno chiesto di poter aggiungere simbolicamente le loro firme, ed hanno sottolineato sia nelle parole di Matteo Mariani (FDI) come il documento rappresenti un atto a tutela dei soggetti più vulnerabili, che spesso (nel caso soprattutto degli anziani) cadono in molte trappole lanciate dai social, sia in quelle di Roberta Della Casa (M5S) che, preannunciando il voto favorevole del suo gruppo ha auspicato che in futuro possano esserci convergenze politiche come quella odierna anche nel caso di atti simili presentati dall’opposizione.

Gli ultimi due interventi in materia, prima di una votazione che visto l’approvazione all’unanimità dell’atto, sono stati quelli della capogruppo di Sinistra Civica Carla Corciulo, che ha sottolineato come il punto di forza del provvedimento sia quello -oltre di collaborare con le forze dell’ordine- di lavorare per un tessuto sociale che possa portare a un sistema di “autoaiuto collettivo”, e quello del capogruppo PD Federico Proietti il quale ha sottolineato come, secondo i dati del Ministero dell’Interno, mentre la microcriminalità nel suo complesso ha visto una flessione nel territorio romano, si è registrato invece un dato in controtendenza per quanto riguarda le truffe su internet. Proietti ha infine concluso, in risposta all’auspicio della consigliera Della Casa, che la volontà della maggioranza è quella di intervenire sul tema della criminalità con atti concreti e non generali, auspicando anch’egli la più ampia convergenza possibile nel caso di atti che possano andare a contrastare singoli fenomeni criminosi.

Come avvenuto in altre sedute consiliari, a seguito di un clima di concordia su un atto, è seguito un clima burrascoso sul successivo.

A creare discordia tra le parti è stato una mozione, firmata dai capigruppo di maggioranza e presentato dalla consigliera Corciulo, dal titolo “Azioni di sensibilizzazione per l’acquisizione della cittadinanza da parte delle ragazze e dei ragazzi neo diciottenni nati da genitori non italiani residenti nel IV Municipio” definita espressamente come atto politico a sostegno di chi si sente italiano a tutti gli effetti ma si sente straniero nei paesi di origine dei propri genitori, situazione definita (giustamente, aggiunge chi scrive) paradossale.

Dar Ciriola

L’atto consiste sostanzialmente in un invito/impulso al Sindaco Gualtieri per promuovere con tutti i mezzi a sua disposizione al parlamento la concessione della cittadinanza ai ragazzi, al fine di dare dignità ad ogni ragazzo e ragazza col riconoscimento della cittadinanza, sottolineando che la Convenzione Europea sulla nazionalità del 1997 non risulta ancora ratificata dal Parlamento, e che quindi nel nostro Paese c’è bisogno di una legislazione specifica che sani questa situazione.

La consigliera Corciulo ha inoltre sottolineato come a Roma gli stranieri regolari siano 378.000, dei quali circa 17.000 residenti regolarmente nel IV Municipio, stranieri che pagano le tasse e i cui figli vanno a scuola, entrando pienamente e di diritto nel percorso sociale e culturale del nostro paese. “E’ anomalo” ha concluso Corciulo “che tali figli, nati Italia, non possano avere ancora la cittadinanza e che quindi debbano sentirsi stranieri nella terra dove vivono e sono cresciuti”.

Su tale proposta, le opposizioni hanno indicato diverse posizioni. IL M5S, pur sottolineando di essere favorevole a qualsiasi percorso possa indirizzarsi verso la multiculturalità e la lotta alla xenofobia, ha dichiarato la propria astensione poiché ha reputato il documento irricevibile per via, secondo Della Casa, della mancanza di qualsiasi competenza in materia da parte dell’ente municipale. Al contrario Fratelli D’Italia, nelle parole del capogruppo Luca Scerbo Polverato, ha esposto la sua contrarietà al fatto che un sindaco debba portare avanti un suo interessamento in sede parlamentare, sia esso con atti sia con interessamento personale, sottolineando come Roma Capitale non possa e non debba andare oltre le competenze di una legge che stabilisce come si acquisisce la cittadinanza italiana.

Su tale provvedimento, molti gli interventi della maggioranza, tra cui Adriano Brescia (PD) ha ricordato che, pur non potendo effettivamente legiferare in materia, l’amministrazione municipale può essere di forte impulso per i livelli politici superiori, come già spesso è avvenuto in passato. Ed è proprio su questo tema, molto di prossimità territoriale, che il Municipio deve intervenire, poiché si rischia di investire sulla crescita culturale di un bambino per poi abbandonarlo alla fine del percorso facendolo sentire straniero a casa sua. Dello stesso tenore l’intervento della consigliera Pelliccia che ha fatto leva sul rischio concreto di alimentare disparità ed emarginazione, come molto spesso è avvenuto nelle banlieues francesi, dove il senso di abbandono da parte dello stato ha generato frustrazione, evidenziando quindi come il ruolo apicale del sindaco nell’amministrazione della città sia quello che di diritto lo rende soggetto di impulso in tale processo.

La mobilità a Casal Bertone

Il Consiglio si è chiuso quindi con l’approvazione di due provvedimenti specifici inerenti entrambi il territorio di Casal Bertone, ed entrambi a firma dei consiglieri Piccolo, Pelliccia e Proietti.

Col primo provvedimento, illustrato dal consigliere Ruggero Piccolo (PD) si chiedeva di collegare il Nodo di mobilità Pigneto-Prenestina -che consta di un sistema di collegamento tra Metro C ed Anello ferroviario finanziato con i fondi del PNRR- al quartiere di Casal Bertone tramite l’istituzione di una linea di trasporto pubblico attualmente non prevista. In questo modo, secondo il presentatore della mozione, si permetterebbe ai cittadini di Casal Bertone di collegarsi a tale nodo strategico senza dover necessariamente utilizzare mezzi privati.  Il provvedimento ha visto il voto favorevole di tutta l’aula, nonché l’integrazione della mozione con un emendamento di Mariani (FDI) con cui si è contemporaneamente chiesto di non diminuire o modificare le linee attualmente presenti (409 e 545) a scapito della nuova linea da istituire.

Il secondo provvedimento, sempre in favore del territorio di Casal Bertone, prevedeva di migliorare, sia sul piano della percorribilità che della sicurezza, il tratto di via di Portonaccio che consente ai cittadini del quartiere di recarsi nell’unico punto verde della zona, ossia quello del parco ex SNIA Viscosa a Largo Preneste. Poiché l’unica strada percorribile risulta passare sotto il ponte ferroviario, ed in quel punto i problemi sono legati sia all’illuminazione del tutto carente sia alla presenza di un marciapiede rovinato e non a norma (anche per le dimensioni, vista la larghezza di soli 90cm), con l’atto presentato l’amministrazione si impegna sia ad attivarsi per quanto di sua competenza, sia per quanto riguarda l’impulso che si intende dare al dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) titolare del tratto in questione poiché rientrante nella grande viabilità. Su quest’ultimo provvedimento, perplessità da parte dell’opposizione (che si è infatti astenuta), non tanto per una contrarietà alla proposta, bensì per dubbi derivanti dalla titolarità del municipio su un tratto che risulta essere di confine con il V Municipio.

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