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La tassa sul pernottamento a Roma

E' stata proposta dall'assessore Causi. Con i proventi, soldi per la manutenzione del centro storico


Nei giorni successivi al Ferragosto l’assessore al bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, ha lanciato la proposta di introdurre un contributo da far pagare a tutti i turisti che soggiorneranno nella capitale come tassa di pernottamento. Dopo aver scartato le ipotesi di imporre un ticket di ingresso alla Ztl o un pedaggio per l’accesso al GRA, il Comune ha pensato alla possibilità un contributo minimo per ogni notte trascorsa in un albergo della Capitale. 


L’entità di questo contributo sarebbe calibrata in base alla tipologia di albergo nel quale i turisti soggiornano, da 1 euro per quelli a due stelle fino ai 5 euro a notte per quelli a cinque stelle. Le uniche esenzioni sarebbero previste per gli ostelli della gioventù e i soggiorni per gli anziani. Questo provvedimento ricalcherebbe nella sostanza una misura che è stata già adottata da alcune delle più grandi metropoli europee come Parigi e Londra. 


Ma un provvedimento del genere non potrà essere adottato dai comuni se non previa approvazione di un’apposita legge da parte del governo. L’assessore Causi ha spiegato che il Campidoglio chiederà al governo di prevedere nella prossima Finanziaria una norma che conferisca ai Comuni la facoltà di istituire un contributo di soggiorno per i turisti. Ha precisato comunque che non si tratterà di un obbligo. Ogni Comune avrà la fa possibilità di stabilire usufruire o meno del contributo, con quali modalità e a cosa destinare i proventi.  


Il Comune di Roma vorrebbe poter utilizzare i proventi di un provvedimento di questo tipo per la manutenzione e l’ammodernamento dei luoghi di attrazione turistica. Infatti, riferisce l’assessore, uno studio fatto nell’ambito del Dpef di due anni fa aveva stimato in oltre 30 milioni di euro l’anno i proventi che si potrebbero ricavare applicando un provvedimento del genere. Questi fondi potrebbero essere destinati a tutti gli interventi di conservazione, pulizia e decoro urbano del centro storico, compreso il mantenimento dei beni culturali presenti. 


Si tratta di una proposta che ha sia dei pregi che delle controindicazioni e che è destinata a far discutere. Nonostante l’istituzione di un provvedimento di questo tipo, non comporterebbe un esborso eccessivamente oneroso per le tasche dei turisti, sarà sicuramente oggetto di critiche e contestazioni da parte degli esercenti e degli operatori del settore. 

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