

Asia Usb, Movimenti per la casa e studenti occupano Piazza dei Cinquecento a colpi di tende e firme
La rabbia per il caro mattone monta sull’asfalto storico della Capitale. Piazza dei Cinquecento, il piazzale antistante la stazione Termini, si è trasformata, nella giornata di ieri giovedì 15 ottobre, in un fortino di tende da campeggio, sacchi a pelo e bandiere.
A piantare i picchetti sono stati gli attivisti di Asia Usb, i comitati del Movimento per il diritto all’abitare e i collettivi studenteschi di Cambiare Rotta, uniti in un unico e fragoroso fronte contro la morsa della speculazione immobiliare.
In un ideale abbraccio con le lotte che stanno infiammando la penisola iberica, lo spazio della protesta è stato ribattezzato simbolicamente “Piazza Maricarmen Abascal”, in memoria dell’anziana cittadina di Madrid sfrattata e assurta a simbolo europeo della resistenza contro i palazzinari e i fitti alle stelle.
L’azione dimostrativa punta a denunciare una deriva insostenibile per la classe media, i lavoratori e i fuorisede, letteralmente espulsi da un mercato immobiliare cittadino ormai ostaggio del turismo di massa e dei grandi fondi speculativi.
Sotto i tendoni montati in pieno centro sventolano cartelli e volantini che denunciano l’impossibilità di trovare un tetto a prezzi umani nella Roma dei grandi eventi e della gentrificazione selvaggia.
Durante il presidio è stata avviata una massiccia campagna di raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare sul diritto all’abitare, che mette nero su bianco le priorità dei movimenti:
Calmiere e proporzionalità: Introduzione di un tetto massimo ai canoni d’affitto, ancorati rigidamente alle reali fasce di reddito delle famiglie.
Cancellazione delle norme capestro: Richiesta di abrogazione della legge 431/98, ritenuta la principale responsabile della liberalizzazione selvaggia dei contratti di locazione.
Giro di vite sugli sfitti: Moratoria contro i fondi speculativi, requisitione o tassazione punitiva per gli appartamenti lasciati vuoti a scopo di rendita e massicci investimenti pubblici per rimpolpare lo stock di edilizia residenziale pubblica.
Una mobilitazione dirompente che lancia un aut aut durissimo alle istituzioni, accusate di girarsi dall’altra parte mentre la città si svuota dei suoi abitanti per fare spazio a b&b e residenze di lusso.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.