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L’aiuto per la “nonna” dei randagi

Dal comune grande propaganda per le adozioni

In breve tempo si è sparsa la voce e, per la “nonna” che attualmente si occupa di 90 cani randagi è scattata la gara di solidarietà.

Ai molti romani dotati di buone intenzioni per aiutare la signora in ogni modo, si sono aggiunte alcune aziende produttrici di cibo per animali, che hanno offerto alimenti.

"Cureremo la tutela legale della signora, spesso minacciata, e dei cani, nei casi di avvelenamento – dice Andrea Cristofori, responsabile randagismo Lav Roma – Stiamo, inoltre, cercando di avere agevolazioni e fondi per la sterilizzazione".

Monica Crinnà, delegata del Sindaco per i diritti degli animali, ha ricordato che, dal 2003, il comune si è fatto carico della sterilizzazione di diciotto femmine e del ricovero in canile di sei maschi del branco.

"L’obiettivo è provvedere alla sterilizzazione di tutti gli animali – spiga la Cirinnà – La colpa dell’esistenza di numerosi branchi è proprio dei canari: se non portassero cibo agli animali, questi raggruppamenti non si verificherebbero".

I cani dovrebbero restare in via Marchetti. Nei canili della capitale, infatti, non c’è posto.

Quello della Muratela, attrezzato per ospitarne 400 ne ha oltre 900, proprio per questo, nei prossimi giorni, è partita una campagna di adozioni, con agevolazioni e sconti per le spese veterinarie.

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