Municipi:

L’anno che verrà secondo il Comitato Torpignattara

Il Comitato scrive a 'Babbo Natale'

Il 2010 volge praticamente al termine. E’ tempo di bilanci e di buoni propositi. Così il Comitato Torpignattara, un occhio al passato e uno al futuro, tira le somme di un anno di lavoro e calibra sforzi e obiettivi per il tempo a venire. Il 2010 è stato un anno faticoso. Abbiamo lavorato alla nostra maniera: con la mappa del territorio costantemente sotto gli occhi dove, cerchiate in rosso, spiccano le emergenze urbanistiche e ambientali frutto di anni di incuria e cecità istituzionale.

Veri e propri sfregi alla dignità di un quartiere, confinato nella periferia dell’immaginario di chi, residente e non, si è ormai assuefatto all’idea di un territorio di risulta, di una porzione della città rigettata e lasciata soccombere sotto la cortina asfissiante delle auto e del cemento. Ma il Comitato Torpignattara non ci sta. E non è solo, perché è la punta dell’iceberg di una moltitudine di cittadini che, pienamente consapevoli della propria dignità e delle potenzialità di questo territorio, non ha nessuna intenzione di rassegnarsi. Così nel 2010 il Comitato non ha fatto altro che accrescere le sue fila, intessere la sua rete. Ha interagito e arruolato docenti universitari, professionisti, storici, archeologi, intellettuali, artisti, artigiani, piccoli esercenti, operatori dei mercati rionali, cittadini di tutte le età, censo, estrazione sociale e opinioni politiche. Tutti con un unico obiettivo: riappropriarsi del territorio, tassello dopo tassello, per farne un crogiolo di energie, esperienze, culture, per creare luoghi di incontro e di condivisione in modo che la sua complessa stratificazione antropologica diventi il presupposto di una felice e proficua contaminazione e non la fonte di pericolosi e strumentali conflitti.

Così con frequenti iniziative in aree altrimenti lasciate al degrado, con un pressing continuo e propositivo sulle istituzioni, il Comitato Torpignattara ha contribuito a cancellare due dei cerchi rossi impressi sulla mappa della vergogna: il Parco Almagià che, negli impegni assunti dal Comune e dal Municipio, entro primavera diventerà una Ludoteca Naturale e Piazza Perestrello i cui lavori di riqualificazioni, appena iniziati, dopo anni di indicibile abbandono, ci auguriamo preludano alla realizzazione dell’agognata piazza e al recupero dell’adiacente storico mercato. Rimarrà da capire che succederà di Largo Perestrello una volta sgombrato del mercato, trasferito nell’area sovrastante il PUP. Il tema è importante ed entra di diritto nella lunga lista di luoghi degni di attenzione sui quali si articolerà il nostro mansionario per il 2011. Ecco un piccolo assaggio, che va da via della Marranella al parco dell’Acquedotto (infelici emblemi della terra di nessuno), dal desolato mercato di via Laparelli, inquietante cubo piovuto dall’alto di chissà quale aliena galassia, al cinema Impero, monumentale consacrazione al degrado. Per non parlare dello splendido giardino della scuola Pisacane, con annessa ludoteca, la cui mancata apertura prelude ad una ulteriore imminente concessione al degrado.

Nella scuola Pisacane il Comitato Torpignattara ha organizzato “il Tempo Ritrovato”, la manifestazione che, visto il grande successo, ci auguriamo di replicare nell’intento di rendere la stessa scuola una centralità nel quartiere. La manifestazione si è conclusa premiando le migliori letterine scritte a Babbo Natale dai bambini delle scuole primarie del Sesto Municipio. Anche noi abbiamo scritto la nostra letterina.

“Caro Babbo Natale,
noi del Comitato Torpignattara non vogliamo aggravarti di un compito che spetta ad altri per cui non ti chiediamo di esaudire le nostre richieste ma semplicemente di recapitarle a chi di dovere. Va allora dal Presidente del Municipio, ringrazialo per l’impegno profuso nello sbloccare le annose vertenze del Parco Almagià e di Piazza Perestrello. Ringrazialo anche per la felice definizione che c’ha attribuito. Digli pure che l’appellativo di “pungolo” ci va talmente a genio che è nostra intenzione continuare a “pungolare” affinché Torpignattara diventi il magnifico quartiere a cui i suoi cittadini hanno diritto. Caro Babbo Natale porta il nostro messaggio anche oltre Ponte Casilino, là, nei bei palazzi del centro dove risiede il potere e dove si ricordano di Torpignattara solo come luogo da depredare. Di’ a loro di smantellare l’esercito di ruspe e il carico di cemento con cui si preparano ad invadere il Comprensorio Casilino e di armarsi invece di trattati di storia e di archeologia. Così avrebbero modo di comprendere l’immenso patrimonio storico ed archeologico, di interesse mondiale, che qui giace pressoché ignorato prima di devastarlo a beneficio dei soliti voraci comitati di affari. Di’ pure che qui ci sono tutti gli elementi per sancire un’alleanza virtuosa tra istituzioni (politiche e religiose) università e cittadini e per implementare un modello di sviluppo sostenibile incentrato sul turismo religioso e di qualità.
Poi caro Babbo Natale ti raccomandiamo di portare a tutti i nostri migliori auguri ed, infine,pensiero anche per te……… speriamo, per il prossimo anno, di poter rendere il tuo compito meno gravoso.”

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