

Per la V edizione, solo a Roma hanno aperto le porte ben 12 palazzi storici, ma l’afflusso è stato scarso
Anche quest’anno, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero dei beni e le attività culturali, i palazzi della banche italiane hanno aperto le loro porte al pubblico. E non per concedere o rifiutare un finanziamento.
L’interessante iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, svoltasi nella giornata di sabato 7 ottobre (dalle 9 alle 19), è passata come al solito in sordina, sopraffatta da altri eventi culturali ritenuti (a torto) più importanti. Ed è davvero un peccato perché da Bormio a Siracusa, da Bolzano a Sassari, in 56 città della penisola, 105 palazzi di 53 banche italiane hanno svelato al pubblico l’inaspettato scorcio di un patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico (oltre che di arredi, oggetti ed opere d’arte) veramente straordinario.
Insomma, un’antologia ricca di stili e gusti architettonici che spaziano in ogni epoca. Chi ha raccolto l’invito, fingendo di non vedere qualche “perentoria” insegna commerciale, si è finalmente “incontrato” coi palazzi rinascimentali e barocchi, settecenteschi e neo-classici, ma anche coi palazzi novecenteschi commissionati dalle banche ad artisti contemporanei come Giò Ponti o Renzo Piano.
Il 7 ottobre è un appuntamento fisso nell’agenda delle iniziative artistiche e culturali dell’ABI che, ormai è un punto d’onore, vuole farne una nuova e diversa occasione di incontro tra banca e cittadino. Il pubblico, scarso per la verità a Roma (mancano i dati delle altre città), attraverso visite guidate gratuite in italiano e inglese, ha potuto accedere a mostre appositamente allestite, dedicate al collezionismo d’arte o, semplicemente, alle vicende storiche dell’istituto bancario.
L’edizione 2006 ha visto Roma protagonista di rilievo con l’apertura di ben 12 palazzi, di cui 5 per la prima volta. D’obbligo ricordare i “veterani” Palazzo Altieri (sia l’ala occupata dall’ABI che dalla Finnat), la Cappella del Palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo della Direzione Generale BNL, il Palazzo Mancini, il Palazzo de Carolis, il Palazzo Dexia Crediop e il Palazzo Verospi.
Tra queste sedi vale la pena ricordare, anche ai fini di una seconda visita, il Palazzo della Direzione Generale della BNL di via Veneto. Nell’atrio, nelle sale e nei corridoi dell’edificio costruito dal Piacentini dal 1934 al 1937, è esposta una collezione di grande pregio artistico: statue antiche, pitture murali e dipinti eseguiti tra il Cinquecento e il Novecento, mentre negli spazi del Private Banking sono esposte opere di giovani artisti contemporanei. Tutto qui? Niente affatto perché il “pezzo forte” si trova proprio nella galleria del piano nobile del palazzo: la Giuditta di Lorenzo Lotto, capolavoro assoluto della pittura veneta cinquecentesca. Accanto ad esso altre tele tra cui alcune di scuola caravaggesca. Da parte nostra raccomandiamo di non trascurare nemmeno la Cappella del Palazzo del Monte di Pietà, gioiello del barocco romano del maestro Peperelli, per la policromia dei marmi che rivestono le pareti, i bassorilievi, le statue e gli stucchi.
Dei 5 palazzi alla loro prima apertura, e cioè il Palazzo Rondinini, il Palazzetto Cencelli, Il Villino Casati, il Villino Pignatelli e l’Archivio storico della Banca di Roma, vale sicuramente la pena di spendere (almeno) qualche notizia.
Il Palazzo Rondinini, via del Corso 518, sede della Banca Antonveneta, risale al 1750 e presenta arredi dell’ultimo rococò in piena sintonia con opere della classicità pura. Il Palazzetto Cencelli, via degli Scipioni 297, sede del Fondo pensioni BNL, è un edificio di gusto abbastanza eclettico (costruito ai primi del Novecento) in cui convergono elementi rinascimentali e art nouveau. L’Archivio storico della Banca di Roma, piazza del Monte di Pietà 33, racchiude migliaia di documenti legati ai momenti più significavi della vita culturale e civile dell’istituto bancario, ma una sua visita non può essere disgiunta da quella della citata e attigua Cappella del Monte di Pietà. I Villini Casati e Pignatelli, entrambi della MMC, si trovano a poca distanza tra di loro. Il primo, in via Piemonte 51, è anch’esso frutto dell’eclettismo romano del Novecento, lussuosa dimora della contessa Casati- Stampa e salotto mondano tra i più ricercati dell’epoca. Il secondo, in via Boncompagni 12, risale alla fine dell’Ottocento e le originali decorazioni mitologiche a stucco nei soffitti, testimoniano il gusto neo-rinascimentale dell’epoca.
Ed ora… arrivederci al prossimo anno, magari con qualche amico in più al seguito.
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