

Al teatro L’Orangerie “I Fili di Penelope”, scritto e interpretato da Tiziana Scrocca
Lunedì 4 Febbraio alle 21 al Teatro L’Orangerie in via Alessandro Volta, 41/a (zona Testaccio) rappresentazione del monologo “I Fili di Penelope”, scritto e interpretato da Tiziana Scrocca.
Penelope attende Ulisse e per riempire l’attesa tesse un mantello su cui ricama e intreccia l’ Odissea. La sua attesa è un’azione vitale e piena: ogni giorno immagina una storia sul difficile ritorno di Ulisse, giustificandone così l’assenza e allontanando il presagio della morte. Ma Ulisse torna, ed è un sopravissuto alla guerra. L’incontro apre un abisso di solitudine e Ulisse e Penelope si trovano ai due poli estremi: Penelope rappresenta un umanità nutrita e difesa con l’ immaginazione e l’affabulazione; Ulisse incarna un’umanità frantumata dall’orrore della guerra e dalla delusione della Storia. Eppure, entrambi sono necessari l’uno all’altra, entrambi indispensabili ad una società che dimentica, che non sa più guardarsi dentro e immaginare un mondo migliore. Il racconto di Penelope scioglie l’indicibile e rompe l’isolamento, per ritrovare il coraggio e la meraviglia di fronte all’orrore.
Il testo muove da una rielaborazione del mito verso una trascrizione poetica sui motivi intimi e profondi di un impegno civile, inteso come condizione dell’anima che resiste tanto alla violenza e alla negazione dei diritti, quanto all’oblio, al vuoto, alla perdita di legame con la propria e altrui umanità.
Il lavoro di regia di Chiara Casarico cammina di pari passo con il lavoro di scrittura di Tiziana Scrocca – anche interprete di questo monologo – in quanto il testo si richiama direttamente alla tradizione del racconto orale, da cui trae origine il capolavoro omerico. Penelope è una cantastorie che racconta se stessa. La regia è quindi regia della parola, non c’è azione, solo piccoli gesti e movimenti misurati ed essenziali, che evocano, attraverso la parola, la storia. Il lavoro di scrittura si è andato quindi modificando nell’interazione con il pubblico, attraverso una continua verifica di cosa nel testo era letterario e cosa invece aveva la concretezza e l’immediatezza del racconto orale. La musica funge da veicolo emotivo dell’azione narrata, personaggio nascosto che evoca immagini e scandisce il tempo, segreto protagonista dell’attesa.
Teatro L’Orangerie. Lunedì 4 Febbraio alle 21, ingresso 10 euro.
Teatro L’Orangerie, Via Alessandro Volta, 41/a (zona Testaccio). Per informazioni rivolgersi all’Associazione Culturale “Il naufragar m’è dolce”: tel. 06.636201; fax 06.9725.8006. Cell. 335.6077284. E-mail: info@ilnaufragarmedolce.it – www.ilnaufragarmedolce.it
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