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Lavoro e sicurezza a Roma, aumentano le ispezioni

I dati nella ricerca dell’Osservatorio comunale su occupazione e condizioni di lavoro

Su 11.908 ispezioni 5.212 aziende sono risultate responsabili di irregolarità amministrative, 6.000 lavoratori non in regola, 1.500 lavoratori in nero solo a Roma. Questi alcuni dei dati raccolti dall’Osservatorio comunale sull’occupazione e le condizioni di lavoro a Roma, che dal 2004 è impegnato nel monitoraggio delle condizioni contrattuali e di lavoro del personale delle aziende che operano per conto dell’Amministrazione capitolina nel campo dei servizi.

La ricerca è stata presentata il 9 luglio scorso al “Macro” in occasione del convegno sulla “tutela e sicurezza sul lavoro”, alla presenza del sindaco Veltroni, del prefetto Serra e dall’assessore alle periferie Pomponi.

Dallo studio dell’Osservatorio emerge che rispetto all’anno precedente (2006) le ispezioni effettuate nel primo semestre 2007 sono aumentate del 37%. “Nel 2005 – ha precisato il Sindaco – le aziende con irregolarità amministrative raggiungevano il 45% del totale. Ciò significa che il fenomeno può essere contrastato”.

Tutti dati dal trend positivo, ma indicativi di un percorso ancora lungo e difficile da affrontare. “Nella capitale – ha aggiunto Veltroni – si è passati dalle gare dell’offerta al massimo ribasso a quelle economicamente più vantaggiose”. In effetti, l’introduzione del meccanismo della media mediata, sebbene a Roma la percentuale dei ribassi resti altissima (chissà perché al nord del paese è dimezzata), sembra il più adatto per evitare i rischi di manipolazione di una gara. Così ci spiega Valter Colombi, geometra dell’Ufficio tecnico del IX Municipio.

Il Prefetto, da parte sua, ha presentato un primo bilancio del tavolo di lavoro attivato ad aprile in prefettura per l’emersione del lavoro irregolare. “Abbiamo fatto numerosi controlli – ha detto lo stesso Serra – soprattutto nei cantieri edili dove abbiamo rilevato carenze strutturali e molto lavoro nero. I cantieri sono migliaia e per questo serve un coordinamento che agisca su due fronti, quello della repressione per chi sfrutta il lavoro nero e quello della prevenzione, intesa come informazione e formazione”. Ineccepibile.

Intanto, alle prime luci dell’alba, viale Palmiro Togliatti presenta lo scenario consueto. Quello del cambio di consegne tra lo sfruttamento della prostituzione e lo sfruttamento di gente disperata prelevata sul posto dal caporalato locale. Ma questa, ci scusiamo, non è una notizia.
 

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