

Floccari in apertura e Candreva nel finale decidono il match. Ancora rinviato il discorso per il quinto posto
Penultima giornata di campionato e ultima in casa per la Lazio. Una giornata carica di emozioni. Prima il mister Delio Rossi che va sotto la curva Nord, poi Cristian Brocchi che fa il giro di campo per annunciare il ritiro dalla attività agonistica con la curva che gli dedica uno striscione: «Simbolo di grinta e dedizione…ciao Cristian grande campione».
Tutto questo prima di una partita fondamentale per le sorti dei pionieri capitolini dove vincere significa continuare a sperare di agguantare l’Udinese al quinto posto.
Un accenno di sorpasso c’è stato al decimo minuto quando l’Atalanta passa in vantaggio a Udine e quasi contemporaneamente Floccari segna l’uno a zero. Durerà poco però questa gioia, perché Di Natale realizzerà una doppietta che riporterà l’Udinese sopra ai romani.
La Lazio però non riesce a realizzare la rete del 2-0: al 23′ l’attaccante calabrese triangola con Klose ma a tu per tu con Da Costa, calcia a lato; poi è Candreva, autore di una punizione deviata coi pugni dal portiere ospite.
Samp nel finale vicina al pari con Icardi che dall’altezza del dischetto coglie in pieno la traversa.
La ripresa è simile al primo tempo con ritmi molto blandi. Candreva cerca il goal ma il suo diagonale sfiora il palo.
Sugli spalti nel frattempo gli spettatori della curva si divertono a fare cori che vedono anche la partecipazione della tribuna Tevere. Un botta e risposta molto carino, che crea una simpatica sinfonia tra i due settori mentre Floccari continua a sciupare occasioni da rete. Al 83′, tira addosso al portiere in uscita, sprecando una gran verticalizzazione di Ledesma.
Subito dopo, gol mangiato e goal subito. Ma Marchetti devia in angolo un rasoterra di Berardi sfatando un detto quanto mai balordo se fosse accaduto.
Il goal della tranquillità arriva al 92′ quando Lulic serve Onazi atterrato in area da Gastaldello – oggi in pessima forma perché sul primo goal teneva in gioco Floccari e poi commetteva il rigore che chiudeva i giochi. Il tocco di Candreva – stile Pirlo scavalca delicatamente Da Costa e permette così alla Lazio di salire a 61 punti mantenendo ancora qualche piccola speranza di arrivare quinta.
Alla fine del match, dopo l’inno di Tony Malco gli altoparlanti dell’Olimpico suonano i Giardini di Marzo di Lucio Battisti. Non poteva esserci un congedo più elegante.
Le pagelle:
Lazio
Marchetti 6,5. Unica parata degna di nota quella su Berardi al 86′.
Gonzalez 6,5. In campo dal primo minuto, dimostra di essere in forma.
Cana 6,5. Anche oggi buona prestazione.
Biava 6,5. Il più forte tra i centrali biancocelesti.
Radu 6. Poco impegnato. (Dal 62′ Dias 6. Risolve qualche situazione ingarbugliata).
Candreva 7. Anche se a volte risulta essere un tantino egoista è uno dei migliori fluidificanti del campionato. Oggi a segno per la sesta volta.
Onazi 6,5. Meglio nel secondo tempo. Si procura il rigore.
Hernanes 6. Gara dedicata soprattutto alla fase d’impostazione. (Dal 50′ Ledesma 6. Anche per lui, oggi in panchina, un po’ di riposo non gli fa affatto male).
Lulic 6,5. Bene così. Dopo Lamela e Peluso, anche oggi subisce fallo da rigore ma lui rimane sempre in piedi. Manca di scaltrezza.
Floccari 6,5. Segna il goal decisivo ma se ne mangia due abbastanza facili. (Dal 86′ Kozak sv).
Klose 6,5. Gioca tanto per la squadra e con un patner vicino corre anche meno.
Sampdoria
Da Costa 6,5
Mustafi 6
Gastaldello 5
Rossini 5
Rodriguez 6
Munari 6. (Dal 60′ Renan 5)
Maresca 5
Poli 5 (Dal 71′ Obiang 6)
Poulsen 5 (Dal 46′ Berardi 6)
Sansone 6
Icardi 6
Arbitro
Romeo 7.
Goal di Floccari regolare perché Gastaldello lo tiene in gioco. Biava era offside ma ininfluente.
Giusto il rigore su Onazi.
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