

Il consigliere comunale denuncia la violazione del regolamento sui tempi di risposta
L’esponente di A.N., Samuele Piccolo, in qualità di Consigliere Comunale, dall’inizio della legislatura ha sottoposto diverse interrogazioni e ordini del giorno agli uffici comunali e ai municipi di Roma.
Tutti i consiglieri hanno diritto a presentare interrogazioni su argomenti che interessino la collettività e ad aspettarsi delle risposte dagli organi chiamati in causa.
Il tempo tecnico di risposta, da Regolamento Comunale, è di 60 giorni per le interrogazioni scritte, ma la quasi totalità delle interrogazioni da lui sottoposte, non hanno avuto risposta ne dagli uffici di competenza ne dal Sindaco di Roma.
“La mancata risposta ad un’interrogazione – afferma il consigliere – è un fatto grave e va a ledere i miei diritti”.
Dopo numerosi solleciti presentati tra marzo e aprile 2007, al presidente del Consiglio Comunale perché venissero rispettate le norme del Regolamento sui tempi limite di risposta, ha ritenuto opportuno rivolgersi al Prefetto di Roma e denunciare l’irregolarità subita. Le cose però non sembrano essere cambiate. Delle oltre 190 interrogazioni presentate, pochissime hanno avuto responso.
Tra i temi maggiormente ricorrenti: la sicurezza, l’ambiente, la viabilità, la sanità e i servizi sociali.
Nell’ambito della sanità sono menzionati: l’ospedale Pertini, in V Municipio, per il quale, essendo un plesso ospedaliero di grande importanza, si richiede un intervento infrastrutturale adeguato; si domanda trasparenza e chiarezza rispetto alle future sorti del pronto soccorso del CTO (il Centro Traumatolgico Ortopedico) in XI Municipio e riguardo alla potenziale chiusura del poliambulatorio di via San Tommaso d’Acquino, nel popoloso quartiere Trionfale, in XV Municipio.
Tanta attenzione al tema della legalità con la richiesta di una maggiore condivisione del Patto per la Sicurezza, stipulato con il Ministero degli Interni, di interventi sulla situazione del campo nomadi in via Cesare Lombroso, in XIX Municipio, e su quelli abusivi in VIII e X Municipio, ma soprattutto, sull’opportunità di progettare una nuova politica a favore dei rom in raccordo con l’Opera Nomadi.
E ancora, il degrado di alcune zone di Roma, come Villa Lais, in IX Municipio, o l’insicurezza nei pressi della stazione Termini, e la necessità di tutelare alcune aree cosidette “a rischio”, come i pratoni di Tor Bella Monaca.
Molteplici, anche, le richieste di trasparenza e di intervento sui servizi erogati come gli asili nido e l’emissione di cartelle ICI.
Tanti i temi e gli argomenti su cui discutere. Troppo poche le risposte.
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