

Bordoni: "L’apertura sarà lasciata a discrezione di ogni esercente”
Con l’Epifania alle porte aleggia una sorta di malinconia delle festività natalizie. Forse, proprio in queste occasioni, si concedono dei regali extra. È ciò che ha fatto Davide Bordoni, Assessore alle attività produttive di Roma, firmando la deroga alla chiusura dei negozi prevista dall’ordinanza comunale proprio per il giorno dell’Epifania. Un dono notevole alle associazioni di categoria soprattutto in vista dell’avvio dei saldi invernali, i quali, da sempre, confermano Roma una delle mete principali anche per lo shopping turistico. L’apertura facoltativa dei negozi, sarà quindi lasciata a discrezione di ogni esercente, ed estesa anche alle prime due domeniche dei saldi invernali, il 9 ed il 16 gennaio. Ma con un periodo di forte decremento economico come questo, possiamo azzardare che la maggior parte degli esercizi commerciali resteranno aperti. Almeno lungo le abituali vie dello shopping, non solo in centro.
«Con la Befana – dichiara Bordoni – inizia un lungo week end di shopping che mi auguro sia di buon auspicio per rilanciare il comparto commerciale capitolino – dichiara Bordoni. Le aspettative degli esercenti sembrano positive anche perché i saldi muovono oltre il 30% del giro d’affari di un’attività. Purtroppo, nei giorni scorsi abbiamo riscontrato e verificato alcune irregolarità legate all’anticipo delle vendite promozionali. I vigili urbani, soprattutto nelle zone del centro storico, hanno multato alcuni negozi e spero che con l’inizio dei saldi non siano costretti a rilevare nuove anomalie. Ricordo infatti che i prodotti esposti per la vendita devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico: il cartellino del saldo deve riportare il prezzo prima del saldo, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. Invito i consumatori a conservare sempre lo scontrino: in caso di articolo difettoso il negoziante è obbligato ad effettuare una sostituzione anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare».
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