

Del consigliere Pdl del VII Alfonso Rossetti
Egregio Signor Presidente,
avevo scelto una mia personale linea che ero imposto fino alla proclamazione degli elletti al consiglio municipale del nostro territorio, ma la Sua del 29 aprile scorso ha, in qualche modo, interrotto la mia ‘astinenza’ dal web. Si potrà infatti verificare che sulle pagine di Abitare A, dove pure spesso scrivo per commentare fatti legati alle traversie del nostro Municipio, sono ‘scomparso’ per tutta la campagna elettorale anche quando per resistere alla tentazione di replicare ho dovuto far ricorso ad una forte dose di buona volontà.
E sì che di ragioni per intervenire ce ne sono state, eccome!, se ce ne sono state….
Ma ora le elezioni ci sono state, gli eletti sono stati proclamati -manca l’ufficializzazione, ma sappiamo che è un mero dettaglio burocratico- e la contesa può dirsi ricominciata. Il Suo intervento suggerisce una serie di riflessioni alle quali non ho potuto sottrarmi.
Anzitutto è del tutto evidente che l’arte di saper perdere, ma anche quella di saper vincere, non è esercizio che si apprende senza una massiccia dote di studio e di applicazione. Se non fosse che stiamo parlando delle sorti dei nostri territori ci sarebbe, davvero, da ridere. Invece parliamo delle sorti dei nostri territori ed allora il discorso si fa drammaticamente serio.
Da un punto di vista meramente numerico il VII Municipio ha visto Lei e la Sua compagine prevalere sulla nostra.
Ma è davvero singolare ‘cantar vittoria’ quando questa è legata ad uno scarto di appena 1900 voti -veramente pochi se si considera che nel VII Municipio votano oltre 70.000 elettori!,- che in termini percentuali è quantificabile in appena un paio di punti. In ‘condizioni normali’ uno scarto del genere potrebbe essere considerato addirittura ragguardevole, ma si omette di ricordare che sul territorio la Sua maggioranza (?) vantava un vantaggio che ho spesso definito bulgaro.
La Sua maggioranza, Presidente, ha polverizzato un vantaggio di trenta punti percentuali e lei ha il coraggio di parlare di vittoria? Contento Lei……
Altro aspetto non meno significativo è rappresentato dall’emoraggia delle preferenze personali conseguite dai Vostri consiglieri.
Glisserò per eleganza su illustri bocciature e sugli incontestabili numeri che hanno visto assegnare la metà delle preferenze, rispetto a quelle solitamente raccolte, a consiglieri che siederanno in consiglio con una quantità di voti insufficienti, talvolta, anche a raggiungere la maggioranza in un condominio! Per contro, perdonerà la vanità voglio sperare!, i nostri eletti hanno raggiunto una quantità di preferenze personali addirittura, in qualche caso, otto o nove volte superiori a qualcuno dei Vostri consiglieri! E Lei ha però il coraggio di parlare di vittoria! Contento lei……
Ovviamente non entro nel merito della questione di quante preferenze avrebbe raccolto Lei, Signor Presidente, se fosse sceso in campo a titolo personale come ciascuno di noi. Mi perdoni, ma la battuta era, per dirla alla romana, ‘regalata’.
Nel nostro Municipio Gianni Alemanno ha prevalso su Francesco Rutelli con oltre sette punti di vantaggio e Lei, Signor Presidente, ha il coraggio di parlare di vittoria? Contento Lei…..
Ma arriviamo anche alle questioni che pone in ordine agli impegni che ha assunto il neo Sindaco in campagna elettorale.
Non Le posso garantire che la Città migliorerà in tempi brevi. Chi ha seguito le mie battaglie in consiglio non può fare a meno di riconoscermi che ho sempre sostenuto le enormi difficoltà che il governo di una Città come la nostra comporta. Ma ritengo di poter dire che seguiremo una linea contraria ed opposto alla Vostra. E sarà difficile fare peggio, davvero difficile, mi creda. Cercheremo, per esempio, di non imporre quella ‘scemenza’ del menù etnico che tanta impopolarità vi aveva procurato.
Ed il bello è che Lei parla di ‘partecipazione’…..e quando mai avevte ascoltato la cittadinanza?
Forse sulla questione della Palmiro Togliatti o della cementificazione del Parco di Tor Tre Teste? O forse la avete ascoltata quando lamentava maggior sicurezza, pulizia ed illuminazione sulle strade dei nostri territori?
Ma torniamo al punto. Lei è curioso di vedere come saprà regolarsi il Sindaco Alemanno sulla sicurezza, sulla questione immigrazione e sulla solidarietà? Non posso permettermi il lusso di parlare a nome del neo Sindaco, ma sento di poter affermare che faremo il contrario di tutto ciò che avete -non avete- fatto Voi in 15 anni di ‘governo’ della Città.
Apprendo, altresì, che la sonora legnata presa a livello nazionale e comunale non Le ha insegnato nulla, Signor Mastrantonio! Da rieletto anzichè rivolgersi alla cittadinanza nella sua interezza si rivolge, come al solito, ad una sola fascia di popolazione. Da un verso Le fa onore che ponga così tante attenzioni alla fasce di popolazioni meno abbienti, ma è del tutto evidente che, anche queste ultime, non hanno recepito il suo appello se è vero che un cittadino su due non Le ha creduto.
Noi preferiamo rivolgerci a Tutti. Ed alle classi meno abbienti, le più bisognose, le più deboli, cercheremo di fornire risposte concrete. Basta con vuoti slogan e frasi fatte.
Per noi i deboli ed i bisognosi sono (anche) i tanti che in silenzio e con dignità ‘tirano avanti la carretta’ e che invece la vostra politica dissennata espone quotidianamente alla mercè dei sempre più numerosi delinquenti che infestano le nostre strade.
Ci perdoni se abbiamo la presunzione di rappresenatare anche quella stragrande parte di cittadini romani. Sul decentramento avrei davvero scelto il silenzio fossi stato in Lei, Signor Presidente.
Ce ne vuole proprio tanto di coraggio per pretendere una accelerazione sul complesso processo del decentramento quando Voi in quindici anni di governo cittadino non siete stati (o non avete voluto?) in grado di fare un solo passo in avanti.
Per non annoiare oltremodo i pazienti lettori di Abitare A, Le auguro un proficuo lavoro e nel congratularmi per la Sua ”vittoria’ La saluto.
Accetti un simbolico brindisi beneaugurale!
Alfonso Rossetti Consigliere Municipio VII (PdL).
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