

La centrale e la succursale a Torre Spaccata si sono unite nella protesta contro lo stato di degrado dell’edificio
Gli studenti dell’Istituto Giovanni Falcone di via Rugantino 108 da lunedì 5 dicembre sono in occupazione.
La centrale e la succursale dell’Istituto che si trovano nel quartiere di Torre Spaccata all’VIII Municipio nella zona Est di Roma, si sono unite in questa protesta contro lo stato di degrado dell’edificio.
Il Giovanni Falcone ha indirizzo Produzioni industriali e artigianali, Articolazione Industria Chimica, indirizzo Servizi Commerciali e indirizzo Produzioni Industriali e artigianali, Articolazione Industria Moda,
Crepe nei muri, mal funzionamento di parte dell’impianto di riscaldamento, abbandono di materiale edile dopo passati lavori di ristrutturazione e ancora bagni fatiscenti con porte distrutte e che non si chiudono, sono alcune delle “carenze” che si possono vedere ad occhio nudo in questo istituto scolastico di periferia.
Gli occupanti sono decisi e convinti: “La Provincia deve prendersi le proprie responsabilità e intervenire immediatamente per la messa in sicurezza della struttura. I 700 mila euro stanziati devono essere utilizzati non per maiolicare il bagno, ma per la ristrutturazione e per i laboratori”.
Come se non bastasse, gli studenti sono costretti a svolgere le proprie ore di lezione in piccole aule che, sovraffollate, non rispettano nessuna norma di sicurezza. Per i corridoi non mancano mattonelle scollate dal pavimento e nella palestra fili elettrici non fissati che rischiano di cadere a terra.
Altra nota dolente è quella dei laboratori. E’ un istituto tecnico-professionale e le famiglie degli studenti per questo motivo pagano un più alto contributo scolastico, si aspettano strutture all’avanguardia. Purtroppo, gli studenti ricordano che “i materiali usa e getta sono regolarmente riutilizzati, gli attivi per le prove biochimiche spesso sono scaduti e – continuano – le docce lava occhi d’emergenza sono rotte e nel caso entri dell’acido negli occhi non c’è modo di riparare all’inconveniente”.
La lista nera continua per la presenza di impianti di aspirazione che non funzionano bene, di cappe d’aspirazione che spesso funzionano a metà, di apparecchiature nel laboratorio di biologia passate ed antiquate.
Anche gli studenti della succursale lamentano malfunzionamenti nel laboratorio di disegno: “c’è la perdita di acqua arrugginita dai tubi e fuori dalla palestra c’è del materiale edile abbandonato oltre che una botola aperta con rifiuti e materiali.”
In conclusione, le studentesse e gli studenti continuano ad essere convinti delle proprie rivendicazioni e ci tengono a precisare: “Continueremo ad essere attivi anche se la scuola non sarà più occupata finché non avremo raggiunto l’obbiettivo prefissato”.
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