

Sul recente fenomeno del furto di tombini di ghisa lungo alcune strade della periferia est, denunciato anche nel nostro articolo, del 28 novembre 2005, "La caccia ai chiusini stradali" di Sergio Scalia, leggiamo sul sito de Il Giornale.it del 30 dicembre, a firma di Emilio Orlando, l’ipotesi che sia opera di gruppi di nomadi.
«Il fenomeno – scrive Orlando – che finora ha interessato soprattutto strade periferiche del V, VII e VIII municipio, comincia a preoccupare le autorità, anche se finora non ne ha parlato nessuno. Perchè non si tratta di episodi di puro vandalismo, ma della maniera più semplice e meno rischiosa (ovviamente per i ladri…) di accumulare un po’ di soldi.
I tombini di ghisa, infatti, pesano più di venti chili l’uno e vengono facilmente rivenduti a demolitori e rigattieri con pochi scrupoli che acquistano normalmente metalli usati da riciclare, soprattutto rame, alluminio, ferro e ghisa. A occhio e croce ogni tombino rende dai venti ai venticinque euro, ovviamente in nero.
Via Morandi, via Longoni (dove tra l’altro c’è la sede zonale dell’Inps, quindi una strada molto frequentata soprattutto dagli anziani), via di Tor Sapienza, Ponte di Nona: la mappa dei tombini scoperti traccia una specie di "percorso di guerra" nella viabilità del VII e VIII municipio, tra la Prenestina e la Casilina. Un’area dove, non a caso, si registra una massiccia presenza di campi nomadi.
Dall’inizio di novembre, nel giro di meno di due mesi sono spariti all’incirca 150 tombini. Ovviamente, grazie alla collaborazione dei cittadini che spesso lanciano l’allarme, le squadre di pronto intervento del Comune e dei municipi si affrettano a transennare i chiusini aperti. Qualche problema presenta, invece, la sostituzione dei tombini che non sempre sono disponibili in gran numero, e quindi bisogna ordinarli. Spesso, perciò, le transenne restano per settimane o mesi, creando comunque disagi.
Il peggio, però, accade quando le segnalazioni non arrivano in tempo. Soprattutto lungo le strade meno illuminate, di notte un chiusino aperto può rappresentare un pericolo mortale.
"Il fenomeno – spiegano al commissariato Prenestino, che conduce le indagini – è praticato in alcune grandi città africane o sudamericane, è collegato alla ricettazione di materiale ferroso effettuato da rottamatori senza scrupoli. Spesso sono gli stessi poliziotti a farsi carico di avvisare tempestivamente i vigili urbani e l’Ufficio tecnico di manutenzione stradale e, in attesa che arrivino per delimitare con una recinzione i chiusini, sostano sul posto con l’auto di servizio per evitare che qualcuno ci cada dentro involontariamente. Ma la vera nota dolente è un’altra: la difficoltà di perseguire i responsabili se non in flagranza di reato. Infatti, in mancanza di denunce formali da parte del Comune o dei municipi, è difficile ‘incastrare’ per ricettazione chi acquista la ghisa usata."
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.