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Lunghezzina 2, il piano urbanistico non decolla

Forti ritardi si stanno registrando da mesi nella consegna del nuovo quartiere ai residenti

Il nuovo quartiere denominato Lunghezzina 2 e situato nell’area est della capitale, non vuole saperne di essere popolato. La colpa sembra debba essere imputata a tutta una serie di forti ritardi burocratici, infrastrutturali ed urbanistici che impediscono ormai da tempo ai nuovi residenti di prendere possesso delle loro abitazioni, frutto spesso dei risparmi e dei sacrifici di una vita.


 


Il neo-quartiere, infatti, formalmente già esiste, con tutta una serie di palazzine pronte alla consegna, se non fosse che di fatto risultano inabitabili.


 


Gas, acqua, energia elettrica, servizi telefonici, fogne, forniture semplicemente indispensabili, non sono state ancora portate a compimento: buona parte delle abitazioni ne sono prive ed in particolar modo quelle del comparto Galea, che i relativi proprietari non hanno ancora avuto in consegna. Stremati dalle tante promesse non ancora mantenute (molti di loro non hanno nemmeno avuto l’opportunità di mettere piede nelle proprie dimore), i residenti hanno così deciso di fondare un comitato di quartiere con tanto di forum, www.lunghezzinadue.it, dove hanno la possibilità di dialogare, fare il punto della situazione e chiedere risposte concrete ai propri disagi.


 


Il risultato è stato quello di riuscire ad intraprendere un fattivo rapporto di collaborazione con i funzionari del IX dipartimento, l’Assessore Giancarlo D’Alessandro e la Dottoressa Dina Paone, i quali dal canto loro si sono impegnati a seguire le problematiche inerenti all’andamento della realizzazione delle opere di urbanizzazione della zona. Ad oggi però non si sono ancora raggiunti gli obiettivi prefissati: se, infatti, per ciò che concerne le fogne, l’acqua e l’energia elettrica sembra che entro la fine di settembre tutti gli allacci saranno terminati, molto più complicata è invece la situazione relativa alla fornitura del gas e dei servizi telefonici.
La latitanza dei dirigenti e dei funzionari preposti a tali iniziative negli incontri organizzati dal comitato è una delle principali cause dei ritardi descritti. Spesso il tutto viene giustificato con motivazioni ridicole e subdole: per ciò che riguarda la fornitura degli allacci telefonici addirittura qualcuno sostiene che non esistano referenti a cui rivolgersi!
Fanno bene allora i residenti ad essere imbestialiti con le autorità: sono quasi tre anni che questa situazione va avanti, periodo in cui il quartiere non ha avuto la possibilità di presentarsi decorosamente ai suoi residenti, con impianti di pubblica illuminazione non ancora funzionanti, ed escamotage non sempre sicuri per chi sta tentando di viverci. Dal comitato veniamo a sapere infatti che coloro che hanno deciso di “avventurarsi” nel quartiere sono costretti a lavarsi con le acque dei pozzi, scarsamente igieniche, a riscaldarsi con bomboloni del gas spesso malsicuri, e per le donne in stato interessante non esistono ascensori che le agevolino nel raggiungere le abitazioni più elevate.


 


Tanti, troppi problemi che da altrettanto troppo tempo non hanno risposta, in un’epoca in cui comprare una casa è diventata quasi un’utopia, dove un tetto sulla testa rappresenta il sogno di una vita, non sempre realizzabile. Nessuno di questi sacrifici deve rimanere inascoltato.

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