

Dopo anni di dura battaglia burocratica, arrivano finalmente per il neo quartiere le infrastrutture tanto sperate
Il mese di settembre sembra carico di buoni auspici per il nuovo quartiere di Lunghezzina 2. Sembra infatti che le ripetute proteste del Comitato di quartiere abbiano avuto gli effetti desiderati, con una Pubblica Amministrazione più partecipe alle problematiche del’intera zona e maggiormente attenta ad accellerare il processo di urbanizzazione che per anni ha bloccato in una morsa i suoi abitanti.
E’ quanto emerge dalle ultime relazione stilate dagli esponenti del Comitato, che finalmente si dicono soddisfatti, non in tutto ma almeno in parte, delle conquiste ottenute in termini di forniture idriche e fognarie di cui il quartiere era sprovvisto sino a qualche giorno fa. Per ciò che concerne gli impianti di acqua potabile e le reti di scarico sembra che più di un comparto della zona, (Italce, Recagi, Dicos, Sicea, Stile), abbia fatto richiesta all’VIII Municipio della cosidetta “apertura cavi”, l’autorizzazione necessaria cioè a consentire al costruttore di creare gli allacci presso le condutture principali.
Risolto così il problema dell’acqua potabile e delle fogne, si è passati ad esaminare quello relativo alle forniture elettriche. Ad oggi sono state messe in opera 4 cabine sulle 7 complessive che verranno ultimate al completamento del piano di zona, sufficienti comunque a garantire corrente agli stabili già presenti ed alle abitazione che a breve saranno consegnate. Così, nei comparti di Galea, Italce e Recagi sono stati collegati i primi cavi di bassa tensione, installazione a cui seguirà presto l’allaccio delle singole utenze.
Più lunghi i tempi per ciò che concerne l’illuminazione pubblica, le forniture di Italgas e quelle telefoniche di Telecom. La posa delle reti avverrà in un periodo stimabile non inferiore ai 60 giorni lavorativi, soprattutto per quanto riguarda l’allaccio del gas che sarà possibile solo dopo aver ottenuto i rispettivi permessi da parte dell’VIII Municipio nonchè della Sovraintendenza archeologica, responsabile dell’avvio agli scavi.
Insomma, nuove lungaggini burocratiche attendono i ‘combattenti’ del Comitato di quartiere di Lunhezzina 2, che comunque non intendono arrendersi ad una situazione di latente assenza dell’amministrazione capitolina, apparentemente noncurante dei disagi di cui il quartiere soffre sin dall’alba della propria nascita. Presto un nuovo incontro con gli esponenti del IX Dipartimento vedrà di nuovo il Comitato battersi per ottenere quanto ancora manca alla zona per vivere con dignità.
A noi non resta che tifare per loro.
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