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Lutto nel mondo della politica: è morto a Roma Luca Coscioni

Presidente dei Radicali Italiani, si batteva per la libertà della ricerca scientifica

Dieci anni fa Luca Coscioni insegnava Economia ambientale all’università di Viterbo e si stava allenando per partecipare alla maratona di New York. Venne colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica,  una malattia degenerativa neuromuscolare a tutt’oggi incurabile, che rende chi ne è affetto paralitico e, nel tempo, incapace perfino di parlare. Luca Concioni, leader dell’Associazione che porta il suo nome e Presidente di Radicali Italiani si è spento il 20 febbraio all’età di 38 anni ma non si è fermata la lotta che aveva portato avanti in questi anni per il diritto di tutti i malati del mondo alla libertà di terapia e di coscienza.

La notizia del decesso di Luca, data da Marco Pannella ai microfoni di Radio Radicale, ha portato nuovamente alla ribalta la tematica, oggetto di un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Roma, concernente la libertà della ricerca scientifica.

In uno stato laico è una realtà inaccettabile che la ricerca e le speranze di tanti malati debbano essere tarpate da un’etica di matrice clericale che si propone di salvaguardare la vita producendo, in realtà, un risultato opposto. Circa 10 milioni di vite potrebbero essere salvate, o almeno migliorate sensibilmente, grazie alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, che in futuro potrebbe curare patologie mortali come il Parkinson, l’Alzheimer, la sclerosi. E’ in tal senso che Luca Concioni si è battuto, seppure nella consapevolezza che i risultati di eventuali ricerche sarebbero certamente giunti troppo tardi per salvargli la vita.

La sua fiducia nella ricerca lo aveva spinto a partecipare, a Torino, ad una sperimentazione con cellule staminali adulte, ma senza esito positivo. L’intervento avvenne il 20 maggio del 2002 all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, un test che era consistito nel somministrare circa 150 milioni di cellule staminali mesenchimali prelevate precedentemente dal suo stesso midollo osseo.

Nel settembre dello stesso anno venne fondata l’associazione che porta il suo nome con "lo scopo di promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili". 

La sua candidatura alle elezioni politiche del 2001, appoggiata da 48 premi nobel e oltre 500 scienziati e ricercatori di tutto il mondo, portò all’attenzione dell’opinione pubblica il confronto laico su temi fino ad allora mai presi in seria considerazione da nessuna forza politica.

Non venne eletto ma andò avanti nel suo impegno reso ogni giorno più gravoso dal procedere della malattia. Quando le sue condizioni gli resero impossibile utilizzare la sua voce per comunicare la tecnologia gli permise di continuare ad esprimersi a mezzo del computer e di un sintetizzatore vocale. Questo aveva reso possibile nei giorni scorsi il suo intervento al Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, coronamento di una battaglia cresciuta grazie alla sua forza e alla sua intelligenza; aveva seguito tutti i lavori, con quella passione che gli consentiva ogni giorno di non soccombere a quella malattia terribile che gli aveva quasi completamente paralizzato il corpo.

Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Concioni, ha dichiarato: “Per come ha vissuto, per i periodi neri dai quali a volte abbiamo temuto non riuscisse a riprendersi, per il leader che è stato sempre di più, lo voglio ricordare innanzitutto per come è stato cacciato, espulso, dai vertici della politica ufficiale, e per come invece lo hanno onorato del loro sostengo moltissimi Premi Nobel di tutto il mondo, decine di migliaia di persone che in questi anni lo hanno sostenuto con parole, denaro, opere, idee, speranze.”

La camera ardente verrà allestita mercoledì 22 febbraio e sarà accessibile al pubblico dalle ore 10 alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto (ingresso Via Garibaldi), alle 17.30 si terrà la cerimonia funebre in piazza del Popolo – Orvieto. La richiesta è di non inviare fiori ma un sostegno all’associazione Luca Coscioni. Chi volesse inviare un messaggio può farlo all’indirizzo info@associazionecoscioni.org.

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