

Buzzi: "Se ci riesce amo fatto bingo"
“Se ci riesce amo fatto bingo”. E’ con questa frase espressa in forma gergale che Salvatore Buzzi, il fedelissimo braccio destro di Massimo Carminati, parlava dell’acquisto di un immobile comunale sito in Via Pomona 63, nel quartiere Pietralata (sede della cooperativa 29 giugno). Grazie ad una delibera specifica, la numero 88, chi avesse avuto i requisiti richiesti avrebbe potuto comprare gli immobili a costo zero. Secondo le indagini, grazie ad una dipendente comunale, questi emendamenti sarebbero stati scritti ad hoc per la cricca, in cambio, la donna, avrebbe ricevuto un’assunzione per la figlia nell’ateneo di Roma Tre. Si continua a leggere nelle intercettazioni, Buzzi: “…allora se passano sti due emendamenti se comprano Via Pomona a 400.000 euro, senza pagà un cazzo.” L’obiettivo di Carminati e Buzzi era chiaro, influenzare la delibera sull’alienazione di una parte dei beni del Comune di Roma, intraprendendo una intensa attività di “lobbying”.
Occorre precisare che sin dal 1985 (anno della fondazione della cooperativa 29 giugno) il fabbricato era utilizzato dalla stessa a titolo gratuito, il tutto grazie ad una convenzione con l’allora V Municipio (ora IV). Insomma per 29 anni non è stato sborsato neanche un centesimo per quel locale. Nel 2014, tuttavia, le cose cambiano ed il Dipartimento Patrimonio , nell’ambito della messa a reddito dei beni di proprietà del Campidoglio , ha stabilito un canone annuo di 73.764 euro, ma viene ribassato dell’80% (come previsto per le onlus assegnatarie di una concessione pubblica), arrivando così ad un canone di 14.752 euro. Questo affitto tuttavia non è mai pervenuto nelle casse dell’amministrazione. Dopo lo scandalo che ha colpito anche la cooperativa 29 giugno, l’amministrazione ha bloccato il provvedimento, chiedendo un’indennità di occupazione pari al canone concordato. Tutto questo dal marzo 2014, ovvero da quando sarebbe scaduta la convenzione con il IV Municipio per l’uso gratuito dello stabile.
Si conclude così questa piccola parte di intercettazioni di Salvatore Buzzi che al telefono con il suo vice, Claudio Bolla, dice: “Se noi facessimo un qualunque titolo per stare li dentro, potremmo fargli mettere anche Villaggio globale. Però intanto portamose a casa Pomona all’80% e vediamo anche Via del Frantoio. Se ce riesce amo fatto bingo”.
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